I TRATTAMENTI MEDICO ESTETICI PER LA BELLEZZA DEL COLLO

Mia nonna diceva sempre che il collo e le mani di una donna tradiscono la sua età. Io la ascoltavo non sapendo neppure di che cosa stesse parlando. Oggi ahimè, invece, so benissimo che cosa voleva dire e riconosco  che aveva pienamente ragione.

La pelle del collo risente di più del passare  del tempo e invecchia più velocemente del resto del viso. Oltre ai fenomeni  tipici dell’avanzare dell’eta e comuni a tutte  le zone del corpo, quali riduzione della produzione  di collagene, diminuzione dello spessore del derma, diradamento delle fibre elastiche, i fattori che comportano un invecchiamento precoce del collo, sono essenzialmente riconducibili al fatto che:

  • la  pelle in questa zona è molto sottile, presenta  meno tessuto adiposo e meno ghiandole sebacee rispetto alla pelle del viso (stesso   motivo per cui   invecchiano prima le mani, il contorno  occhi e le labbra. Vedi il mio articolo I TRATTAMENTI DI MEDICINA ESTETICA PER LA BELLEZZA DELLE LABBRA….). La pelle del collo, risulta così meno idratata e protetta, elementi questi che  ne comportano un più facile invecchiamento, e nel tempo, se non adeguatamente curata,  perde la sua tonicità e diventa rilassata;
  • i muscoli del collo sono spesso scarsamente “allenati”. Infatti   il muscolo platisma, muscolo che  avvolge il collo, con il passare degli anni perde di tono, si assottiglia e si allunga, ed appaiono i “cordoni” o “bandelle”;
  • la  mancanza di tono muscolare  provoca rilassamento, malnutrizione della cute, la microcircolazione del sangue rallenta, con conseguente aumento della rugosità;
  • si tratta di una zona che noi donne, in giovane età, pensando erroneamente che l’invecchiamento non ci riguarderà, tendiamo a dimenticare e a trascurare (così almeno ho fatto io). Spesso mettiamo la crema sul viso, ma tralasciamo il collo. Fin quando non  diventa evidente la necessità di cure e dobbiamo correre ai ripari. E poiché  prevenire è meglio che curare, e il collo è una “brutta bestia” da curare, sarebbe bene fare tanta prevenzione con cure adeguate (avvertimento per le amiche più giovani che mi seguono e che sono ancora in tempo per farlo!). Infatti, una volta che il problema diventa ben visibile, trovare un trattamento non chirurgico  davvero efficace potrebbe essere difficile;
  • lo proteggiamo poco dai raggi solari, spalmiamo la crema protettiva sul viso, ma ci dimentichiamo del collo. Invece si tratta di una zona molto delicata e molto esposta, quindi assolutamente da proteggere. Ed è proprio l’eccessiva esposizione solare, cosa che avviene anche  in tutte le altri parti del corpo,  ma nel collo in modo particolare, una delle cause di invecchiamento precoce, che contribuisce a fargli perdere elasticità, tono e compattezza;
  • una postura sbagliata influenza negativamente lo stato della pelle del collo. Nel corso degli anni, una postura con lo sguardo rivolto verso il basso può avere conseguenze nefaste. Infatti se le zone muscolari del collo e del petto non vengono coinvolte nei movimenti quotidiani, e restano quindi in una posizione inclinata, nel tempo si accorciano, diventando meno forti, e inducono la comparsa precoce delle rughe.   Non a caso uno studio dermatologico condotto nella London Clinic ha messo in evidenza una nuova problematica definita “Tech Neck”. Riguarda la pelle di mento e collo ed è un fenomeno legato al sempre più diffuso utilizzo di tablet e smartphone e, in particolare, alla postura tipica che si tende ad assumere mentre si guardano i dispositivi mobili. L’atteggiamento  di piegare il collo rispetto alla linea dello sguardo per controllare il display, potrebbe portare ad un rilassamento dei tessuti provocando l’insorgere prematuro di rughe sulla pelle del mento e del collo, segni definiti appunto come “Tech Neck”.

CHE FARE?

Iniziare presto a curare questa zona con trattamenti adeguati. L’età giusta  è intorno ai 30 anni. E prima di allora  mai dimenticare la crema idratante/protettiva. Mi ricordo, ero ancora una ragazzina, avrò avuto più o meno 25 anni, quando l’estetista da cui andavo periodicamente mi raccomandava di spalmare la crema non solo sul viso, ma anche sul collo massaggiando dal basso verso l’alto. E mi diceva: “Guarda tua madre. Anche in lei, che  sembra più giovane della sua età, il collo ha ceduto prima del viso. E poiché la genetica svolge un ruolo fondamentale nell’invecchiamento, tu probabilmente le assomiglierai. Dobbiamo cercare di contrastarla questa genetica. Devi quindi dedicare una particolare attenzione proprio a questa zona…” Ma io ero troppo giovane. Non solo non ho seguito  le raccomandazioni, cosa di cui mi pento amaramente,  ma mi sono anche protetta poco dal sole.  Mi dicevo, vabbè quando arriverà il momento ci penserò….

Ebbene ora il momento è arrivato e già da un bel po’ di tempo. Non c’è medico a cui mi rivolga che non mi dica che il mio collo sembra più vecchio del viso.  La differenza tra  viso e collo è effettivamente molto evidente.

Tant’è…..Non  ho potuto quindi che far altro che prenderne atto e correre ai ripari.

I TRATTAMENTI 

Vediamo quindi insieme quali sono i trattamenti di medicina estetica  e fai da te che, secondo la mia esperienza, ho trovato più efficaci per contrastare questo inestetismo.

Per non creare false aspettative devo comunque far presente che i trattamenti per il collo, se pur migliorativi, non consentono il conseguimento di  risultati così evidenti  come quelli che si ottengono invece attraverso i trattamenti di medicina estetica effettuati sul viso. Sul collo i risultati  ci sono, ma mai così eclatanti. E chiaramente questo è tanto più vero quanto più la pelle è rilassata e cadente. Ecco perché sarebbe  bene iniziare  prima di avere una lassità e rugosità eccessiva. In questo caso l’unico modo per avere un collo disteso e che non tradisca l’età rimane il ricorso alla chirurgia estetica.

Botox

Ormai tutte voi che mi seguite, amiche mie, siete ben preparate e  sapete  che la tossina botulinica (vedi articolo La Tossina Botulinica (Botox)) è  utilizzata in campo medico estetico per inibire la motilità dei muscoli e ridurre le rughe di espressione.

Non tutti però sanno che il Botox può essere utilizzato per rilassare i muscoli del collo e ridurre  le rughe. Il trattamento si chiama Nefertiti lifting dal nome della regina egizia famosa per la sua bellezza (guardate l’immagine sotto… il nome del trattamento non poteva essere più azzeccato!)  ed è indicato per quelle persone che hanno un cedimento della zona del bordo mandibolare e del collo.

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Nefertiti: collo perfetto.

Considerando che gran parte delle rughe del collo sono dovute ad una continua contrazione dei suoi muscoli (principalmente il muscolo plastisma), è possibile diminuire il numero delle rughe rilassando il muscolo grazie al botox. Lo scopo del trattamento  è quello di attenuare le bande verticali del muscolo platisma, ovvero quei cordoni che tendono a formarsi sul collo.

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E’ indicato inoltre per tutte le persone che presentano una eccessiva tonicità dei muscoli masticatori – platisma e massetere – che comporta un profilo mandibolare “squadrato” (i  mascelloni tipo Big Jim per intendersi)

La procedura prevede una serie di minime iniezioni di tossina botulinica,  appositamente preparata ad una concentrazione specifica, che rilassano i muscoli responsabili dei cedimenti delle guance e del collo e  rendere quindi le rughe orizzontali e verticali meno evidenti. E’ importante sapere che la muscolatura che muove il collo  non verrà assolutamente interessata.

Chi mi segue lo sa. Sono una paziente “Botox addicted”. Sono convinta che tra tutti i trattamenti di medicina estetica quello a base di tossina botulinica sia uno dei migliori perché è:

  • rapido
  • indolore
  • semplice
  • efficace
  • senza rischi

Chiaramente sempre che il trattamento sia effettuato da medici competenti.

Il medico  deve conoscere molto bene l’anatomia del viso e questo è ancora più vero quando viene trattato il collo o comunque quelle zone dove ad oggi il Botox viene considerato “off label”, ossia fuori indicazione. Il collo è una di queste.

Costi: sui 600/700 euro circa

Frequenza: da ripetere ogni 4/6 mesi

Microbotox

Un altro trattamento appena uscito e molto innovativo è il Microbotox (vedi articolo IL MICROBOTOX). In questo caso la tossina botulinica viene utilizzata in quantità minime, quasi omeopatiche. La sostanza è la stessa utilizzata nel trattamento classico, a cambiare è la sua diluizione, molto maggiore rispetto a quella  consueta. Anche la metodica iniettiva è differente. Le punturine vengono effettuate molto superficialmente e con la tecnica a microponfi.

Con  il Microbotox la sostanza, sia a causa della sua maggiore  diluizione sia per la modalità iniettiva utilizzata, agisce non a livello  muscolare, ma molto più superficialmente a livello dermico, provocando un’energica stimolazione dei fibroblasti, cellule responsabili della sintesi di collagene ed elastina, rendendo la pelle  più elastica più compatta e più distesa. Lo scopo non è bloccare il muscolo, ma intervenire sulle fibre superficiali che sono responsabili delle rughe

Se con con la diluizione classica riusciamo a ridurre i cordoni verticale e le rughe più profonde, lo scopo del Microbotox è quello di ridurre la microrugosità e migliorare la qualità della pelle.

Diciamo che un trattamento non esclude l’altro. Anzi è proprio attraverso la combinazione dei due che si riesce ad ottimizzare il  risultato.

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Il mio collo e la zona mandibolare (dx) prima del trattamento combinato Botox-Microbotox
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Il mio collo e la zona mandibolare 6 giorni dopo il trattamento combinato Botox-Microbotox. Esistono ancora dei margini di miglioramento fino a 15 giorni dopo il trattamento
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Il mio collo e la zona mandibolare (sx) prima del trattamento combinato Botox-Microbotox
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Il mio collo (sx) e la zona mandibolare 6 giorni dopo il trattamento combinato Botox-Microbotox. Esistono ancora margini di miglioramento fino a 15 giorni dopo il trattamento

Costi: 300/400 euro per zona trattata

Frequenza:  da ripetere ogni 3/4 mesi

Biorivitalizzazione e biostimolazione

Anche sulla biorivitalizzazione e biostimolazione sapete ormai tutto (articolo Curare la pelle con i trattamenti di medicina estetica). Solo un accenno. La biorivitalizzazione, e’ una terapia antinvecchiamento che ha lo scopo di incrementare il tono, l’elasticità e l’idratazione profonda della cute con conseguente miglioramento del suo aspetto. Il risultato che si può raggiungere dipende molto dalle sostanze contenute nei prodotti biorivitalizzanti.

Ecco appunto è molto importante la sostanza utilizzata. I prodotti bioriviralizzanti sono tantissimi. Per la mia esperienza i migliori risultati per rivitalizzare il collo  li ho ottenuti con Skin Colin (articolo LA BIOSTIMOLAZIONE CON SKIN COLIN) e con Skin R (articolo La Biorivitalizzazione con Skin R).

Cosa è Skin R

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È un biorivitalizzante che migliora l’aspetto della pelle rilassata indicato per le pelli mature, ipotoniche e foto danneggiate. Con Skin R si ottiene un aumento della concentrazione di collagene fibrotico il quale, con la sua rigidità e durezza, distende la cute, la retrae e la “traziona” verso l’alto.

Frequenza: si consiglia una seduta ogni 15 giorni, per 4 volte. Sospendere un mese, poi ripetere il ciclo per 3 volte.

Costi: 150 euro circa a seduta

Cosa è Skin Colin

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È un biostimolante che stimola la produzione di collagene reticolare. E’ indicato per le pelli ipotoniche e foto danneggiate. Oltre ad un effetto anti-photoaging, con l’ utilizzo di Skin Colin, è possibile attuare un trattamento definito dall’ideatore di questo prodotto, il Prof Maurizio Ceccarelli, http://www.aephymed.org,  Face Toning. Il trattamento ha lo scopo di potenziare il tono muscolare: attraverso  la distensione dei muscoli sottocutanei si otterrà, conseguentemente, una distensione della cute corrispondente.

Frequenza: si consiglia una seduta ogni 15 giorni, da ripetere almeno per 4 volte.

Costi: 150 euro circa a seduta.

E’ bene sottolineare, affinché  nessuno si faccia illusioni, che soprattutto i trattamenti di biorivitalizzazione e di biostimolazione per il collo  danno risultati soddisfacenti solo nel caso in cui non si  abbia una lassita’ e una rugosità eccessiva. Devono inoltre essere ripetuti nel tempo con costanza.

La biostimolazione autologa (PRP)

Il termine PRP e’ l’acronimo di ”platelet rich plasma”, ossia plasma ricco di piastrine (vedi articolo Curare la pelle con i trattamenti di medicina estetica.)

È un trattamento iniettivo che consiste nell’impiego del sangue dello stesso paziente. Il trattamento può essere effettuato a livello del viso, décolleté, collo e mani.

Il plasma arricchito di piastrine si ottiene attraverso la centrifugazione del sangue prelevato direttamente dallo stesso paziente che poi viene iniettato laddove ce ne sia necessità.  Una volta iniettate le piastrine elaborano, immagazzinano e rilasciano vari fattori di crescita che stimolano la formazione di collagene ed accelerano la rigenerazione dei tessuti.

Io sono innamorata di questa metodica anche se è difficile trovare medici che la effettuano e anche tra coloro i quali  la praticano non tutti sono davvero capaci e competenti.

Quando sono riuscita a scovarli ho ottenuto risultati davvero formidabili.

Due precisazioni:

  • questo trattamento è indicato laddove si presenti una rugosità non troppo accentuata o dove si voglia prevenire la comparsa di rughe;
  • effettuando le PRP sul collo si ottengono miglioramenti, ma non così evidenti  come quando, con la stessa metodica, viene trattato il viso. 

Frequenza: una seduta al mese da ripetere per tre volte

Costi:300/400 euro

Radiofrequenza ad aghi (INFINY)

È un trattamento  particolarmente indicato per tonificare e ridurre la lassità della zona mandibolare e del collo oltre che per minimizzare le cicatrici, in particolar modo quelle da acne. Si  tratta di un  sistema a radiofrequenza, dotato di un manipolo sul quale è montata una punta monouso con tanti aghi sottilissimi che vengono inseriti nella pelle con un sistema “ad onda” in modo da ridurre enormemente il dolore.

Questi aghi sono isolati su tutta la loro superficie tranne che sulla punta. Questo permette di liberare energia solo in profondità, nello strato del derma interessato, senza interferire con la superficie, bypassandola. Tanto è vero che il trattamento prevede tempi di recupero molto brevi (circa 2 giorni).

L’energia ceduta ai tessuti, in modo mirato e controllato, permette una contrazione del collagene che nell’arco di un mese circa, dona alla  pelle un aspetto più tonico e compatto.

Secondo il dottor Tretti, che  esegue il trattamento e sul quale ha condotto vari studi oggetto di pubblicazione, “il sistema rappresenta  la perfetta coniugazione del meglio di altre metodiche e può essere definito  “l’uovo di Colombo” dei trattamenti estetici”.  Sembra essere davvero molto efficace. Su indicazione dello stesso dottor Tretti, ho deciso di provarla. A fine Marzo ho la prima seduta. Dopo di che  sarò in grado di riferirvi tutto. 

Frequenza: il protocollo terapeutico standard prevede 3 sedute di trattamento separate da un intervallo di tempo di un 1 mese.

Costi: 700 euro circa a seduta

Fili di trazione 

Quelli comunemente in uso sono composti da materiali completamente riassorbibili e bio compatibili, (solitamente acido polilattico), tutti biostimolanti, e sfruttano, sia la reazione fibrotica che la pelle crea intorno al filo, sia la trazione che i fili esercitano dopo il loro inserimento ancorandosi al tessuto, grazie ai coni bidirezionali o ancore o “barbe” di cui sono dotati,  consentendo il risollevamento e il riposizionamento della cute. (Articolo I fili di trazione (sospensione) e i fili di biostimolazione).

Costi: 200/300 euro circa ogni singolo filo

Frequenza: una volta all’anno, ma dipende molto dal tipo di fili utilizzati.

Fili di biostimolazione

I fili di biostimolazione, completamente riassorbibili, non hanno effetto di trazione ma essendo composti solitamente in PDO, promuovono la formazione di nuovo collagene ed elastina, consentendo un miglioramento progressivo della compattezza e vitalità della pelle. L’effetto del trattamento non è immediato, ma lo si può apprezzare a distanza di 3/4 mesi dall’impianto. Rispetto ai fili di trazione questi sono di più facile inserimento e il trattamento e’ molto più veloce e meno invasivo. (Articolo I fili di trazione (sospensione) e i fili di biostimolazione

Costi: 30/50 euro circa a filo.

Frequenza: una volta ogni 8/10 mesi.

Chi mi segue lo sa, io non amo né i fili di trazione né quelli di biostimolazione.

Fili di trazione no:  perché continuo a pensare, almeno fino a quando   qualcuno non mi dimostrerà il contrario, che i fili di trazione non servano a liftare la pelle ma solo a migliorarne la qualità. Quindi svolgono lo stesso ruolo di una buona biorivitalizzazione.

Fili  biostimolanti no: perché rispetto ad una biorivitalizzazione o biostimolazione classica consentono il raggiungimento dei risultati  in tempi troppo lunghi.   

Meglio optare per un ciclo di biorivitalizzazione, molto più economico e molto meno invasivo.

Ultimamente ho avuto modo di verificare l’inefficacia dei fili di trazione, peraltro già riscontrata su di me, anche su mia madre, la quale, contrariamente a quanto le avevo consigliato, ha voluto provarli. Le sono stati impiantati fili Miracu proprio nella zona  del collo e della mandibola. Inizialmente bell’effetto, che però è durato non più di un mese. Di cui una settimana e anche più, trascorsa con la pelle accartocciata vicino all’orecchio  e con qualche livido qua e là. Mi sembra un po’ poco per definire un trattamento efficace! Non vi pare?

Amiche mie, nessuna illusione.  Se la pelle da trazionare è  eccessiva, l’unico modo per ottenere un buon risultato è tagliare. Quindi lifting.

AVVERTENZE

E’ d’obbligo una premessa.

La pelle del collo è molto sottile, quindi non sono utilizzabili trattamenti troppo aggressivi, pena un suo danneggiamento. Vi faccio solo un esempio: utilizzo quotidianamente sul viso tutti i giorni dell’anno, anche in estate, la sera, una crema al retinolo all’1%, senza nessun tipo di problema. E per fare questo ho dovuto abituare la mia pelle gradualmente. Ebbene ho provato ad abituare anche la pelle del collo alla stessa crema con lo stesso metodo della gradualità. Non è stato possibile: è sufficiente l’applicazione del retinolo, se pur in minime quantità,  per due sere di seguito, che il collo si arrossa, prude e si formano delle piccole papule. Ecco perchè, non potendo effettuare sul collo trattamenti aggressivi, diventa difficile ottenere  miglioramenti molto evidenti.

Esistono tanti siti che indicano, tra i trattamenti  per ridurre le rughe e la lassità del collo, i peeling, il laser, (soprattutto il frazionale) e l’acido ialuronico.  Poiché nessuno dei medici a cui mi sono rivolta (che non sono proprio  gli ultimi arrivati!) mi ha mai proposto neppure uno di questi trattamenti mi sono informata un po’ per capire se possano realmente essere effettuati  e con quali risultati. Riferisco.

Peeling

Peeling sì se l’intento è quello di migliorare  la qualità della pelle. Quindi vanno benissimo se l’obiettivo è quello di ridurre l’ispessimento della cute e prepararla ai trattamenti successivi, magari ad un ciclo di biorivitalizzazione. In questo caso verranno utilizzati peeling molto leggeri e superficiali ad esempio all’acido mandelico, oppure preparati con acidi più aggressivi, tipo tricloroacetico, ma utilizzati a basse concentrazioni.

Peeling no se l’intento è quello di ridurre le rughe la lassità o rendere meno visibili i cordoni che si formano nel collo i quali non potranno mai sparire con un peeling. Infatti, per poter ottenere risultati  sulle rughe o lassità,  dovrebbero  essere utilizzati peeling molto aggressivi sconsigliati sulla pelle molto sottile del collo  in quanto comporterebbero  una guarigione molto lunga e difficoltosa a cui conseguirebbe un elevato rischio di infezioni e  discromie.

Laser

La totalità  dei medici ai quali ho chiesto mi hanno riferito che i risultati del laser frazionato sul collo non sono  soddisfacenti. E nel caso in cui lo si volesse utilizzare, le sedute da effettuare per ottenere un miglioramento sarebbero molte di più rispetto a quelle che generalmente vengono effettuate per il viso, in quanto il laser deve essere utilizzato ad una potenza molto bassa per evitare di danneggiare  la pelle molto sottile e priva di grasso del collo.  Se invece, nel tentativo di ottenere un effetto visibile, il laser venisse utilizzato ad una potenza elevata,  il processo di guarigione sarebbe lentissimo, con  rischi molto elevati di cicatrici e discromie.

Acido ialuronico

Ialuronico  se si tratta di  ialuronico non  crosslinkato, quindi molto fluido, che non viene utilizzato per riempire, ma solo per  idratare e quindi come biorivitalizzante .

Ialuronico  no nel caso in cui venisse utilizzato per riempire le rughe che si formano sul collo. Abbiamo detto che la pelle del collo è molto sottile e con l’utilizzo di uno ialuronico pesante (crosslinkato) si rischierebbe di vedere il prodotto in trasparenza sotto la pelle. In pratica in corrispondenza della ruga potrebbe formarsi un antiestetico rigonfiamento, o tanti ponfetti.  A me è successo e vi garantisco che è un effetto terribile. Meglio lasciar perdere e tenersi le proprie le rughe!

Il mio personale suggerimento

Per concludere ritengo che il miglior modo per migliorare il nostro collo, care amiche,  sia quello di utilizzare una combinazione di Botox (trattamento classico) e Microbotox.  Trovo il mix di questi due trattamenti l’unico davvero in grado  di consentire risultati percepibili (potete riscontrarlo bene osservando le mie foto). Aggiungerei, nei periodi successivi all’infiltrazione di Botox e Microbotox, in attesa del trattamento successivo, cicli di biostimolazione in modo da consentire alla pelle di mantenere un’adeguata idratazione ed elasticità.

Resta da testare la radiofrequenza ad aghi.  Sembra promettere risultati eccellenti. Non vedo l’ora di provarla. Da Aprile saprò riferirvi.

Esistono poi, per chi non volesse farsi tentare dalle meraviglie della medicina estetica, tutta una serie di trattamenti domiciliari fai da te. Ma di questo vi racconterò in uno dei prossimi articoli.

TUTORIAL MAKE UP COPRENTE-LUMINOSO: LUCA MANNUCCI CONSIGLIA

Come promesso, amiche mie, eccomi qua con il nostro truccatore-amico Luca, che vi avevo già presentato nell’articolo IL TRUCCO: ALLEATO INDISPENSABILE DELLA BELLEZZA. INTERVISTA AL MAKE UP ARTIST LUCA MANNUCCI.

Oggi Luca ci farà vedere come effettuare in modo semplice e veloce un trucco coprente ma allo stesso tempo luminoso. Per fare questo ho ingaggiato la mia amica Cristiana che, come sentirete nel tutorial, aveva la necessità di imparare  una modalità di trucco che le desse la possibilità di coprire alcune imperfezioni, quali macchioline diffuse e occhiaie bluastre, ma  che nello stesso tempo le donasse una pelle luminosa e che  fosse  utilizzabile quotidianamente.

Dai ragazze forza, osservate e prendete appunti!

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Cristiana dopo il trucco

Per la mia amica Cristiana, Luca ha utilizzato 5 prodotti.

Voglio segnalarvi quelli che, secondo la mia esperienza, consentono la massima copertura, ma che allo stesso tempo donano luminosità.

Dopo averne provati molti, posso senza dubbio affermare che, per quanto riguarda la base del trucco, i miei prodotti preferiti sono quelli della linea Giorgio Armani.

PRIMER

E’ stato applicato per garantire la tenuta del fondotinta e per uniformare l’incarnato.

Il mio preferito: Maestro Skin Defense SPF 50 di Giorgio Armani.

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Caratteristiche:

  • prepara la pelle all’applicazione del trucco, fondendosi naturalmente con la pelle;
  • arricchito di agenti antiossidanti, protegge dai danni provocati dai radicali liberi e dall’azione ossidante dell’inquinamento.

Prezzo: 65 euro circa

FONDOTINTA

Il fondotinta utilizzato è fluido con effetto satinato da stendere con il pennello. Coprente, ma senza effetto “mascherone”.

Il mio preferito: Luminous Silk Foundation di Giorgio Armani.

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Caratteristiche:

  • texture leggerissima;
  • copertura di lunga durata;
  • adatto a tutti i tipi di pelle. 

Prezzo: 47 euro circa

CORRETTORE

In questo caso il correttore è stato applicato  dopo il fondotinta per realizzare un maggiore effetto luce. Nel caso di Cristiana, con occhiaie profonde e bluastre è indispensabile optare per correttori a base aranciata.

Il mio preferito: Master Corrector di Giorgio Armani.

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Caratteristiche:

  •  texture fluida che corregge le imperfezioni in modo ottimale;
  • arricchito di glicerina e vitamina E, dona alla pelle idratazione e comfort assoluto.

Disponibile in due tonalità:

  • pink: aiuta a correggere l’opacità delle carnagioni giallognole e olivastre;
  • orange: contiene un pigmento giallo che dona luce alle carnagioni scure. Il colore ideale per nascondere le occhiaie bluastre.

Prezzo: 35 euro circa

CIPRIA

Per Cristiana la cipria é stata applicata solo sulla palpebra superiore e Luca ha scelto un colore medio. 

Per quanto riguarda la cipria, avevo personalmente la necessità di trovare dei prodotti che fossero adatti a pelli molto sensibili e spesso intolleranti. Ho così scoperto la Linea Pura di Deborah, nata proprio per questa esigenza, e me ne sono innamorata.

La mia preferita: Cipria Formula Pura di Deborah.

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Caratteristiche

  • formulata senza parabeni, siliconi, petrolati, acrilati, fragranze e talco;
  • adatta a pelli sensibili e delicate;
  • texture minerale, dall’effetto trasparente, che assicura una tenuta di lunga durata, donando un effetto opacizzante naturale;
  • arricchita con vitamina E, svolge un’azione antiossidante.

Prezzo: 20 euro circa

FARD

E’ molto importante ricordare che le occhiaie si minimizzano scegliendo il colore giusto di fard e rossetto. Per il colore olivastro della pelle di Cristiana sono indicati i colori rosati scuri (prugna, vinaccia, bordeaux) gli stessi da applicare anche sulle labbra.

Per il fard è difficile dare un consiglio, non c’è che l’imbarazzo della scelta! L’importante è soprattutto scegliere il colore più adeguato per la nostra carnagione.

Il mio preferito: Fard hi-tech Deborah

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Caratteristiche

  • lunghissima tenuta e facile stesura;
  • risultato omogeneo e naturale.

Prezzo: 12 euro circa

E nel prossimo tutorial, Luca ci farà vedere come realizzare un trucco invisibile-opaco…..A presto, amiche mie!

IL TRUCCO: ALLEATO INDISPENSABILE DELLA BELLEZZA. INTERVISTA AL MAKE UP ARTIST LUCA MANNUCCI

I trattamenti medico estetici e chirurgici, di cui ho parlato fin qui, non rappresentano l’unico modo per migliorare il nostro aspetto. Esiste anche il make up.

Nell’antichità, il trucco, nasce non solo con la funzione di abbellimento dell’immagine corporea, ma ha a che fare con il concetto di identità e appartenenza culturale a diverse etnie e razze. Si pensi all’Antica Grecia, all’Egitto, alle tribù africane.

Lo scopo del trucco, in epoca antica, non era solo quello di abbellire il viso, ma di caratterizzarlo con dei particolari segni, che dovevano sottolineare il carattere, la personalità, la condizione sociale, l’appartenenza ad una determinata tribù.

In tutti questi casi truccarsi era una forma di comunicazione  che aveva il significato di differenziarsi dagli altri, e di sottolineare la propria identità.

E anche oggi le cose non sono poi così  cambiate.  Sostiene il Professore Roberto Pani, docente di Psicologica Clinica all’Università di Bologna “il trucco è connesso sia con l’identità psicologica di una persona che con l’intenzione che questa ha di caratterizzarsi nei confronti degli altri. Può sia enfatizzare che spegnere alcune caratteristiche somatiche e individuali”. Anche se non è una regola fissa, ciò che spinge a truccarsi è spesso “il desiderio di migliorarsi, enfatizzando alcuni aspetti di sé che non sono mai solo fisici, ma sono molto sentiti interiormente, nascono cioè all’interno della propria mente, nel vissuto della propria percezione di se stessi.

È come se le donne, attraverso il trucco, volessero giocare con la propria immagine e identità, dicendo a se stesse come vogliono sentirsi e quale immagine vogliono trasmettere di loro stesse.

Il make up, infatti, se ben fatto, può riuscire a nascondere le imperfezioni o esaltare ed enfatizzare determinate caratteristiche. È bene precisare che, sebbene le finalità del trucco e dei vari trattamenti medico-estetici siano le stesse, farci apparire più belle, le modalità attraverso cui il risultato viene raggiunto sono diverse:

  • l’obiettivo del trucco è quello di camuffare i difetti,
  • il trattamento medico-estetico, e quello chirurgico ancora di più, se effettuato da mani esperte, hanno l’intento di eliminare gli inestetismi o comunque migliorarli notevolmente.

Ma non tutte le donne sono disposte a sottoporsi a determinati trattamenti, vuoi per paura, per mancanza di tempo o per questioni economiche. Truccarsi, invece,  rappresenta un modo molto  semplice, sicuro (non si corre nessun rischio) ed economico per farsi più belle, ma si deve essere in grado di saperlo fare, utilizzando i prodotti e i colori più adeguati. Per questo motivo ho pensato di trattare anche questo argomento.

Di make up non ne capisco granché. Mi sono sempre truccata fin da ragazzina, ma ho sempre utilizzato un make up molto semplice, senza particolare accorgimenti, che nel tempo ho cercato  di affinare. Ho utilizzato vari prodotti, di varie marche, ma non  mi sento assolutamente in grado di poter impartire consigli su una materia così vasta e complessa (esistono un’infinità di tecniche e prodotti!!!)

Ho chiesto quindi l’aiuto di un espertissimo amico-truccatore (un mago oserei dire), Luca Mannucci, Make up Artist e Consulente d’Immagine, con il quale ho stabilito un “sodalizio”.

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Il Make Up Artist Luca Mannucci

Abbiamo deciso insieme di suddividere  la materia in “grandi” argomenti (basi, occhi, bocca, sopracciglia)  cercando di concentrarci soprattutto sul “make up correttivo“, che può aiutare a migliorare alcuni inestetismi (macchie, colorito spento, rossori, presenza di borse ed occhiaie) sottolineando gli errori compiuti più di frequente e quindi da evitare.

Abbiamo deciso di iniziare dalle “basi” del trucco (fondotinta, primer, correttore, cipria). Ho  intervistato Luca perché ci fornisse alcuni consigli essenziali.

Abbiamo poi  girato  dei video focalizzandoci sull’importanza della scelta del colore in base ai diversi tipi di incarnato e sulla scelta della base più idonea in relazione al tipo di inestetismo che si desidera correggere e il risultato  che si desidera ottenere (basi più naturali o più coprenti).

Per fare questo ho chiesto la collaborazione di due amiche con problematiche ed esigenze  diverse.

Cominciamo a sentire quello  che ci  consiglia Luca e quali indicazioni  ci fornisce.

IL PRIMER

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Il primer “trasparente”

Cosa è e a cosa serve il primer?

E’ un prodotto che si usa per preparare la pelle al trucco ed ha le seguenti caratteristische:

  • minimizza alcune imperfezioni come lievi discromie e pori dilatati,
  • perfeziona la grana e il colore della pelle,
  • prolunga, soprattutto, la tenuta e la durata del make up.  

E’ indispensabile?

Non ritengo che  il primer sia assolutamente indispensabile come una buona crema. Piuttosto penso possa essere utile quando lo si usa per contrastare il colorito della pelle.

La scelta del colore del primer come deve essere effettuata?

Consiglio:

  • se l’ incarnato è rosato e’ necessario un primer beige champagne che spenga i rossori;
  • se una pelle  appare stanca, affaticata e ingiallita i primer  rosati regalano un effetto di immediata freschezza;
  • se la pelle e’ molto scura o eccessivamente abbronzata, un primer con una tonalità calda e ambrata riporta ad una naturale  luminosità’.

Quali tipi di primer sono da preferire e come si applicano?

I primer possono presentarsi:

  • in crema o fluidi: sono i più efficaci perché si fondono perfettamente con la pelle e possono essere applicati facilmente e velocemente con le mani  partendo dal centro del viso verso l’ esterno.
  • in stick: sono più mirati  per le palpebre e le labbra .

In ogni caso il mio suggerimento è di fare molta attenzione alla texture del prodotto. La scelta dipende dal tipo di pelle:

  • i primer che hanno un effetto illuminante  sono i più indicati per le pelli secche e spente;  
  • i primer con un finish opacizzante sono ideali per le pelli miste.

Quando si applica il primer?

Tutti i primer si applicano comunque dopo la stesura della abituale crema da giorno .

IL FONDOTINTA

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Esistono differenti tipi di fondotinta (compatti, in crema, in polvere) quale privilegiare?

La  scelta del fondotinta e’ dettata non solo dal tipo di pelle ma anche dal risultato che si vuole ottenere. I vari tipi di fondotinta possono essere così suddivisi:

  • fondotinta più leggeri  e trasparenti: sono quelli fluidi, alcune donne li definiscono liquidi proprio perché la loro texture e’ più sottile. Questi fondotinta sono adatti a tutti i tipi di pelle e  normalmente non evidenziano le rughe;
  • fondotinta cremosi  in flacone o in vasetto: sono più ricchi di principi attivi, più corposi, adatti a pelli mature o che necessitano di maggiore nutrimento. Sono considerati modulabili perché garantiscono una copertura da media a più importante a seconda della quantità impiegata;
  • fondotinta in mousse: hanno una texture più impalpabile, donano un effetto seconda pelle ed un finish satinato-matt. Perfetti per  le pelli miste e per chi ama un make  up leggero;
  • fondotinta compatti in crema e in stick: si presentano con una texture più cipriata, garantiscono un ottima copertura anche se devono essere lavorati molto bene per apparire naturali. Sono adatti per le pelli miste e indispensabili per ritocchi facili e veloci;
  • fondotinta compatti in polvere: sono quelli meno coprenti, utilissimi per opacizzare e ritoccare il trucco, indispensabili  per le pelli tendenzialmente più oleose.

Come deve essere applicato il fondotinta per ottenere un’effetto più naturale possibile? 

A parte i fondotinta compatti in crema e in polvere che si applicano esclusivamente con un apposita spugnetta in lattice o in vellutino in dotazione al prodotto, tutti gli altri fondotinta si possono stendere con le mani, la  spugnetta o il pennello.

Vediamo i pro e i contro delle differenti modalità:

  • le mani: la stesura con le mani e’ sicuramente la più semplice e veloce, ma non garantisce mai una copertura ed una compattezza ideale;
  • la spugnetta: l’applicazione con la spugnetta, se da una parte permette una buona copertura, dall’altra disperde  e spreca molto prodotto;
  • il pennello: la stesura con pennello impedisce al fondotinta di stratificarsi  e inoltre riesce ad arrivare in alcune punti come l’attaccatura dei capelli,  le narici e le mascelle che vengono spesso trascurate se applichiamo il prodotto con i polpastrelli o con le spugnette. E’ indubbiamente lo strumento più idoneo per ottenere una base luminosa, trasparente e tridimensionale.

Una volta individuati i 5 punti strategici  del volto (centro della fronte, punta del naso, zigomi e mento) dove appoggiare le gocce  di fondotinta, e’ sufficiente stendere il fondotinta con il pennello partendo dal centro del viso verso l’esterno .

Come deve essere scelto il colore del fondotinta?

Vale la pena ricordare che la tonalità del fondotinta andrebbe scelta osservando attentamente il colore della propria pelle .

Per questo motivo bisognerebbe evitare di testare il colore sul dorso della mano o sull’avambraccio; meglio provare il fondotinta all’attaccatura della mascella e sfumarlo sul collo.

Se il colore del fondo scompare, fondendosi con quello della propria pelle, avete sicuramente trovato quello giusto .

È sempre bene non esagerare con il trucco a qualunque età, ma questo è ancora più vero man mano che si “diventa grandi”. Le rughe aumentano e il trucco sembra accentuarle. Che basi suggerisci in questo caso?

Per ottenere una base più naturale possibile, consiglio di scegliere sempre un fondotinta che sia idoneo al proprio tipo di pelle, di abbinarlo ad una perfetta crema di trattamento e di utilizzare una quantità minima di prodotto.

Come dico sempre: e’ la dose che fa il veleno!

Con il passare degli anni  consiglio di ridurre la quantità di fondotinta e soprattutto di scegliere quelli che garantiscono una copertura leggera che non vada ad appesantire i segni sulla fronte e nel contorno  delle labbra .

Con l’età, e’ corretto diminuire la quantità di prodotto, ma dovrebbe aumentare l’intensità del colore.

Mi spiego meglio:

  • le sopracciglia devono essere più definite e di un colore leggermente più scuro dei capelli;
  • l’ombretto non può più essere chiaro e perlato ma piuttosto di un colore intermedio e sempre opaco;
  • il rossetto non potrà essere nude o glossato ma di un colore vivace e tendenzialmente satinato-opaco .

IL CORRETTORE

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Che cosa é il correttore e a cosa serve?

Il correttore  nasconde le piccole imperfezioni della pelle (discromie, occhiaie, rossori) con l’intento di renderla il più uniforme possibile.

Che tipo di correttore consigli? 

I correttori possono essere:

  • fluidi o in crema: sono di più facile applicazione. Oltre a correggere, hanno anche una azione illuminante soprattutto se utilizzati nel contorno occhi, sull’apice dello zigomo e sul ponte del naso;
  • in stick: sono i più coprenti in assoluto, ma potrebbero appesantire, creando uno strato troppo spesso sulla pelle soprattutto in alcune zone come il contorno occhi, dove la pelle è molto sottile.

Come deve essere applicato il correttore?

La regola da ricordare sempre e’ quella che :

  • se si applica  dopo il fondotinta, picchiettandolo con i polpastrelli, la base apparirà più trasparente e luminosa;
  • se si applica prima del fondotinta, si può ottenere una buona correzione ma si può rischiare di stratificare i prodotti e di appesantire il trucco soprattutto nel contorno occhi dove la pelle e’ notevolmente più sottile rispetto al resto del viso.

Quando deve essere applicato il correttore?

Personalmente preferisco applicare il correttore sempre dopo il fondotinta, salvo nel caso di un fondotinta in polvere che dev’essere obbligatoriamente steso dopo la scelta del correttore.

Come deve essere scelto il colore del correttore?

La scelta del colore del correttore e’ fondamentale per realizzare un make up professionale.

E’ sicuramente la parte più difficile del make up perché molto spesso non e’ sufficiente un solo correttore .

Tuttavia e’ sufficiente conoscere alcune semplici basi della colorimetria:

  • un’occhiaia o delle discromie intensamente rosate si correggono sempre con dei correttori a base verde;
  • un’occhiaia e un incarnato olivastro-giallastro si attenuano invece con dei correttori a base rosa o più spesso di color violetto;
  • un’occhiaia molto profonda, scura e bluastra, si alleggerisce infine con un correttore a base aranciata .

In questi tre casi  che ho citato, dove la problematica e’ molto visibile, sarebbe più opportuno prima lavorare sulla correzione e solo successivamente tamponare con il fondotinta .

Tuttavia, per facilitare il lavoro della correzione, consiglio di procurarsi anche un correttore beige il più vicino possibile al tono della propria pelle e cercare di miscelare il prodotto con i correttori colorati ad uso professionale che ho citato precedentemente .

Che tipo di correttore consigli di utilizzare in presenza di acne, macchie, cicatrici ed ematomi?

La scelta del colore del vostro correttore non cambia se si vogliono correggere discromie più gravi come  ematomi, couperose, acne, vitiliggine, tatuaggi ecc. Valgono le stessae regole citate in precedenza.

L’ILLUMINANTE

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Zone in cui applicare l’illuminante

Cosa è l’illuminante? Lo consideri indispensabile?

Mi piace raccontare questo prodotto con una simpatica provocazione :

Se avete il soggiorno della vostra casa non perfettamente in ordine e state aspettando degli ospiti  ritenete più opportuno accendere il grande lampadario al centro della sala o piuttosto accendere solo delle abat-jour negli angoli della stanza ?

Ecco … vi siete risposte da sole.

L’illuminante che sia fluido o in polvere, se usato scorrettamente, mette in luce i pregi  ma soprattutto i difetti.

Si applica normalmente nella zona a T (centro della fronte, tempie, zigomi e ponte del naso)

Ma attenzione !

Il volto dovrebbe essere ben levigato ed il naso regolare .

Dove suggerisci di applicarlo?

Suggerisco di applicare l’illuminante solamente in quelle parti  facili da valorizzare senza problemi:

  • la palpebra fissa quella cioè sotto la sopracciglia,
  • l’apice dello zigomo quello più lontano dal contorno occhi,
  • il centro delle labbra .

Come deve essere scelto il colore dell’illuminante?

Anche la scelta del colore dell’illuminante non e’ trascurabile:

  • se l’incarnato e’ molto chiaro sono preferibili  gli illuminanti a base rosata-platino;
  • se la pelle e’ leggermente dorata o abbronzata sono più indicati gli illuminanti a base aranciata-dorati.

LA CIPRIA

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A cosa serve la cipria ? Ne consigli l’utilizzo?

Per i professionisti e’ un prodotto indispensabile, per la donna comune può essere un prodotto rischioso se non ne conosce bene il suo utilizzo.

Innanzitutto la cipria, sia in polvere libera che compatta,  serve a fissare il trucco  e ad opacizzare alcune aree del volto che spesso risultano più lucide come la fronte, i lati del naso ed il mento.

Quando deve essere applicata?

Dovrebbe essere sempre applicata dopo aver terminato la stesura del fondotinta, perché impedisce alla terra o al fard, che verranno applicati successivamente, di risultare a chiazze di colore. Due accorgimenti:

  • se la pelle è particolarmente  secca  e segnata meglio  tamponare il fondotinta con una velina e fissare il trucco alla fine con un acqua termale spray;
  • se la pelle è mista e tende a rigettare il trucco e’ importantissimo opacizzare la base con una cipria.

Che tipo di cipria ci consigli?

La cipria in polvere libera si usa normalmente al mattino quando realizziamo il trucco per la prima volta, la cipria compatta, al contrario, e’ necessaria per i ritocchi ed e’ importante averne sempre una di scorta in borsetta .

Come deve essere applicata la cipria?

Sia la cipria compatta che quella libera, per ottenere un make up leggero e più luminoso, andrebbero applicate con un apposito pennello, che dovrà sempre essere scaricato dall’eccesso di prodotto per evitare di “infarinare” il viso. Due consigli in più:

  • il pennello non dovrà essere lo stesso con cui si applica il fard o la terra;
  • il pennello cipria deve essere sempre  perfettamente  pulito .

Da tempo esistono sul mercato ciprie minerali, molto sottili e leggere, e al tatto estremamente “setose”, che potranno essere apprezzate anche dalle consumatrici più esigenti.

IL FARD

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Cosa è il fard e a che cosa serve?

Il fard o il blush (termine inglese) non rientra tra le basi del trucco. Solitamente ne parlo insieme al “colore” quando tratto l’argomento “rossetto”. Ne dò solamente un accenno.

Trovo che innanzitutto sia importante distinguere tra terra e fard:

  • la terra serve a scaldare l’incarnato e a scolpire l’ovale del volto;
  • il fard  si usa per colorare gli zigomi e conferire un “tocco di salute”.

Che tipo di fard consigli? Crema o polvere?

La   scelta della texture  dipende molto dai trend moda e  dalle stagioni:

  • in inverno suggerisco di optare per textures in polvere, satinate e opache;
  • in estate sono più indicate le textures  cremose o fluide molto  più luminose .

Inoltre, ritengo che nella scelta del fard svolga un ruolo fondamentale la valutazione del tipo di pelle di ognuno: 

  • se la pelle è secca, preferisco applicare  un fard  illuminante in crema;
  • se la è pelle mista o tendenzialmente grassa, sono più indicati i fard in polvere o in mousse più opacizzanti.

La scelta del colore del fard è sempre molto difficile. Quali consigli puoi darci? 

La scelta del colore del fard e’ strettamente legata al colorito della pelle: 

  • nel caso di  pelle abbronzata o con un colorito dorato preferisco utilizzare i colori più caldi a base arancio;
  • per pelli chiarissime o olivastre, scelgo tonalità più fresche a base rosata.

A questo punto che ne dici di farci vedere qualche esempio di  make up?

Certamente! Mi ci vogliono delle “modelle” con inestetismi diversi e che desiderano tipologie di trucco differenti……

Ma per questo vi aspettiamo al  prossimo articolo…..

IL LASER VAGINALE: INTERVISTA AL DOTTOR MARCO GAMBACCIANI

Fino a quando si continua ad avere una vita sessuale attiva e appagante è come se si ingannasse l’organismo, facendogli credere che è ancora possibile concepire (tesi di Lucy Vincent, ricercatore del Cnr e autore del libro “La formula del desiderio” riferito a donne e uomini).

L’attività sessuale è piacevole, rilassante, fa bene a tutto l’organismo, cervello compreso. Durante un rapporto sessuale è coinvolto non soltanto il corpo, ma anche la mente, che lavora con l’immaginazione e la memoria, un mix benefico per uomo e donna. Uno studio dell’Università inglese di Coventry, ha mostrato che tutti coloro i quali, nonostante il progredire dell’età, sono riusciti a mantenere una regolare attività sessuale, avevano anche una salute migliore, nessuno soffriva di depressione, la memoria era migliorata.

Nello specifico l’attivita’ sessuale implica una serie di benefici sia fisici che mentali così riassumibili:

  • riduce il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e, in particolare, il rischio di attacco cardiaco. Pare che i benefici siano i medesimi di una corsa di 30 minuti;
  • migliora la tonicità muscolare e può rappresentare un aiuto per mantenere sotto controllo il proprio peso corporeo, (vengono consumate circa 200 calorie durante ogni rapporto di almeno mezz’ora);
  • aumenta la produzione di ossitocina definito anche ormone dell’amore e del benessere
  • comporta anche benefici estetici. Oltre a tonificare i muscoli, nelle donne migliora l’elasticità della pelle, grazie agli estrogeni prodotti durante l’attività sessuale, che inducono l’aumento della produzione di collagene.
  • entrano poi in gioco numerose molecole. Tra le più importanti certamente c’è la dopamina, simile all’amfetamina e che dà benessere ed euforia e orchestra tutti i tempi del rapporto
  • favorisce il rilascio di endorfine, sostanze simili alla morfina, che danno il senso dell’appagamento e del piacere raggiunto. Per questo motivo il sesso aiuta ad aumentare il buon umore, attenua il dolore, riduce lo stress e i sintomi della depressione.
  • sembrerebbe aumentare le difese immunitarie. In base ai risultati ottenuti da uno studio condotto dalla Wilkes University of Pennsylvania, l’attività sessuale aumenterebbe la resistenza del corpo nei confronti di influenze e raffreddori.

Un vero toccasana.

Si tratta quindi di un aspetto fondamentale nella vita di ognuno di noi.
Un errore incomprensibile sarebbe con il passare degli anni rinunciare all’attività sessuale.
Anche perché non ne esiste il motivo. Il corpo è programmato per funzionare sessualmente fino alla morte, ed eventuali difficoltà o problematiche che possono insorgere possono essere discusse con i medici e risolte brillantemente con diversi tipi di cura.

Il problema per noi donne è che, con il passare degli anni, alcuni cambiamenti ormonali, soprattutto quelli che si hanno nella fase della menopausa (articolo LA MENOPAUSA: COSA E’ E COME AFFRONTARLA. RISPONDE L’ESPERTO), possono creare sintomatologie tali da condizionarne la vita sessuale e decretarne una sua completa cessazione.

Ma in questi ultimi anni, la ricerca scientifica in campo ginecologico ha fatto tanti e tali passi avanti da migliorare alcune problematiche che possono insorgere, consentendo il recupero di determinate funzioni perdute ed il conseguente proseguimento di una vita sessuale serena e soddisfacente.

Una tecnica che permette di risolvere alcuni di questi disturbi è un trattamento laser molto innovativo che consente il ripristino della funzionalità vaginale (o ringiovanimento vaginale). La metodica mi ha molto incuriosito ed interessato, sia per motivi personali (anch’io prima o poi entrerò in menopausa e potrei averne bisogno) sia perché, chiacchierando con un po’ di amiche, mi sono resa conto che si tratta di una tecnica poco conosciuta, nonostante sia in grado di migliorare in modo semplice e non invasivo la vita di noi donne. Vale quindi la pena diffonderla e metterla a conoscenza di un vasto pubblico che, spesso per vergogna o mancanza di informazioni adeguate, continua a soffrire di disturbi che sarebbero invece facilmente risolvibili.
Per saperne di più, ho deciso di intervistare uno dei “pionieri” di questa tecnica. Si tratta del dottor Marco Gambacciani, http://www.marcogambacciani.it, di Pisa, specialista in Ginecologia e Ostreticia, Endocrinologia Ginecologica, Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, Presidente della Società Italiana della Menopausa, ginecologo/amico (ha fatto nascere i miei due figli), professionista capace e serio, massimo esperto su tutto ciò che concerne la menopausa e le terapie ad essa correlate. È stato uno dei primi ad utilizzare il laser vaginale in Italia.

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IL DOTTOR MARCO GAMBACCIANI

Cosa è il trattamento effettuato con il laser vaginale?

Si tratta di una delle tecniche più interessanti degli ultimi tempi: un nuovo trattamento per il ripristino funzionale della vagina, nell’ottica di una sempre maggiore personalizzazione e mini invasività delle terapie. Non si tratta di chirurgia estetica, ma di un trattamento che porta a un recupero della funzione vaginale perduta a causa dei parti, della carenza ormonale e dell’invecchiamento dei tessuti.

Quali sono le indicazioni al laser vaginale ?

L’azione del laser è indicata per:

  • atrofia vaginale che può comparire dopo la menopausa (sia quella fisiologica, quella indotta chirurgicamente o conseguente a terapie antitumorali), quando compaiono sintomi quali secchezza, prurito, irritazione vaginale e dolore durante il rapporto sessuale, problemi determinati dal calo degli estrogeni.
    Questi sintomi, che con il tempo tendono ad acuirsi, hanno ripercussioni sulla vita sessuale, già in parte compromessa dalla riduzione della libido legata alla carenza ormonale, e possono causare profonde alterazioni dei rapporti di coppia e della qualità della vita.
    Con una procedura ambulatoriale mini-invasiva, sicura ed indolore, l’azione del laser determina un ripristino funzionale delle strutture della vagina, agendo sui meccanismi che portano all’atrofia vaginale ed eliminando prurito, irritazione e il dolore legato al rapporto sessuale.
  • dilatazione della vagina o sindrome del rilassamento vaginale (vagina ampia): si tratta di una condizione medica abbastanza comune, descritta come una perdita della struttura vaginale ottimale ed è generalmente associata al parto e all’avanzare dell’età. Più gravidanze e parti contribuiscono al peggioramento della problematica , così come l’inizio della menopausa, che causa un abbassamento dei livelli ormonali e atrofia vaginale. La vagina appare dilatata (wide vagina), con una perdita di tono che può alterare i rapporti sessuali. La ginnastica perineale (con esercizi specifici, di Kegel, che devono essere eseguiti in maniera prolungata e continuativa),  come del resto le terapie farmacologiche (ormonali, creme e spray), consigliate in fase iniziale, non sempre sono efficaci. Con il laser vaginale, è possibile trattare questa problematica, un tempo risolvibile solo con l’intervento chirurgico, non privo di potenziali effetti collaterali. Il laser vaginale determina una azione trofica sulle strutture, tende a ripristinare la normale ampiezza della vagina e ne rinforza l’area immediatamente esterna.
  • incontinenza urinaria: con il laser vaginale si può trattare l’incontinenza urinaria da sforzo, di grado lieve e moderato, che può presentarsi sia prima che dopo la menopausa (gli ultimi studi dimostrano che ne soffre una donna su tre).
    Anche in questo caso i sintomi, con il tempo, si fanno progressivamente più fastidiosi e persistenti e possono peggiorare la qualità della vita e i rapporti, con ripercussioni sulla vita sessuale.
    Il laser vaginale, ripristinando il collagene e la vascolarizzazione vaginale, aumenta il tono muscolare, la forza e il controllo volontario della muscolatura della vagina. L’azione della terapia laser è indicata nei casi in cui la ginnastica perineale non ha funzionato ed in cui il trattamento chirurgico può inizialmente sembrare eccessivo.

Per l’atrofia vaginale non esiste la terapia ormonale sostitutiva e/o quella locale?

La terapia ormonale sostitutiva in postmenopausa è un presidio fondamentale, per risolvere i problemi legati dell’atrofia vaginale, ma molte donne non accettano i trattamenti ormonali e, purtroppo, alcune presentano controindicazioni assolute, come le donne trattate per un tumore della mammella o operate per tumori ormono-dipendenti. In queste donne, alcune molto giovani, sotto i quarant’ anni, che spesso presentano un’atrofia vaginale di grado severo, il laser vaginale viene considerato indicato e sicuro, migliora lo stato delle strutture vaginali e ne ripristina la fisiologica funzione, con la riduzione della sintomatologia e del dolore, consentendo la ripresa di normali rapporti sessuali. La loro qualità di vita può essere notevolmente migliorata da questa procedura. Ricordo una paziente, 38 anni, operata di un cancro al seno, dall’eta di 31 anni impossibilitata ad avere rapporti sessuali causa atrofia vaginale. Dopo il trattamento è riuscita a riconquistare una normale vita di relazione.

Che tipo di laser viene utilizzato?

L’apparecchio dedicato a questa applicazione è uno strumento specifico che è stato studiato, realizzato ed ampiamente sperimentato proprio per questa indicazione.
È un Laser Erbium non ablativo, VEL® (Fotona), che non provoca abrasioni, ablazioni o lesioni di alcun genere, non necessita di incisioni nè punti di sutura. Il laser Erbium emette una luce infrarossa che non penetra profondamente nei tessuti: è interamente assorbita dall’acqua contenuta negli strati più esterni, che rappresenta il mezzo di diffusione del calore generato. Il laser Erbium è quindi sicuro proprio per la sua stessa natura, ideale per il trattamento termico delle pareti vaginali.

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L’apparecchio con cui viene effettuato il trattamento

Come agisce il laser vaginale e come viene effettuato il trattamento?

Ho già detto che il trattamento è ambulatoriale. Il laser, applicato con una sonda direttamente in vagina, determina uno stimolo termico indolore. Lo stimolo termico ristabilisce un’irrorazione ematica appropriata che induce produzione e rimodellamento del collagene. Il riscaldamento del collagene provoca:

  • l’immediata contrazione dei tessuti,
  • le fibre diventano più corte e spesse,
  • tonificazione e restringimento dell’area trattata.

Alla fine del processo si ha:

  • un miglioramento globale dello stato della mucosa vaginale,
  • un ringiovanimento del tessuto trattato che diventa più turgido ed elastico,
  • una maggiore idratazione e trasudazione, che consente il recupero funzionale dei tessuti vaginali.
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 Esempio di trattamento laser per atrofia vaginale

Il trattamento è doloroso ?

È del tutto indolore. Tanto è vero che non necessita di nessuna forma di anestesia.

Quante sedute sono necessarie?

Abitualmente il trattamento completo richiede 2-3 sedute distanziate di circa 30 giorni.
La decisione su quanti cicli di trattamento saranno necessari sarà comunque presa dal Ginecologo, che giudicherà in funzione della risposta al trattamento.

Quanto tempo è necessario per una seduta?

Il trattamento dura circa 15/20 minuti.

Dopo quanto tempo si cominciano ad avvertire i benefici del trattamento?

La rapidità della risposta dipende molto dalla severità del disturbo iniziale. Di solito nel caso di atrofia vaginale i primi benefici possono avvertirsi già nella settimana successiva al trattamento, nel caso di incontinenza urinaria si hanno di solito dopo un mese dalla prima seduta, quando ci si appresta ad effettuare la seconda.

Quali sono gli effetti collaterali del trattamento? Sono necessarie delle precauzioni da osservare prima e dopo il trattamento?

Non sono necessarie speciali precauzioni pre trattamento.
I possibili effetti collaterali e gli eventuali rischi per le pazienti sono veramente minimi. La procedura è sicura. La maggior parte delle pazienti può tornare immediatamente alle proprie normali attività quotidiane.
Solo il 10% delle donne riferisce disturbi transitori, leggeri arrossamenti o lievi gonfiori. Questi fastidi non sono preoccupanti, compaiono immediatamente dopo la seduta, e solitamente si risolvono spontaneamente.
Per quanto riguarda le precauzioni post trattamento si consiglia semplicemente per qualche giorno (5 giorni circa) di evitare rapporti sessuali, il bagno caldo in vasca e l’esercizio fisico intenso.

Quanto durano gli effetti del trattamento?

Gli effetti del solo laser permangono almeno un anno, un anno e mezzo dopo la conclusione del trattamento. Stiamo in questo periodo valutando gli effetti di possibili associazioni terapeutiche.

A che eta’ è consigliabile sottoporsi al trattamento?

Non esiste un’età specifica. E’ possibile sottoporsi al laser vaginale nel momento in cui si presentano le problematiche prima elencate.

Quali sono i dati scientifici che dimostrano l’efficacia e la sicurezza del laser vaginale ?

L’ampia esperienza, oltre 10.000 trattamenti in tutto il mondo di cui 1500 trattamenti eseguiti in Italia. Tutto ciò ha portato alla pubblicazione di numerosi articoli su molte riviste internazionali che dimostrano i miglioramenti delle condizioni vaginali, della sintomatologia, dei rapporti, della soddisfazione sessuale e della continenza urinaria in circa l’ 85 % delle donne trattate. Il livello di successo e la sicurezza del laser vaginale è dimostrato anche dal fatto che le pazienti, al ripresentarsi dei primi sintomi, ritornano a sottoporsi al trattamento.

Quali sono i costi del trattamento?

Privatamente il trattamento ha un costo di 300 euro a seduta. Nelle aziende ospedaliere, le poche dotate dell’apparecchiatura dedicata, il ticket dovrebbe essere di circa 100 euro a seduta.

LE MIE RIFLESSIONI

Definerei il trattamento davvero sorprendente, i cui vantaggi mi sembra che possano essere così riassunti:

  • è ambulatoriale, indolore e non provoca tagli e sanguinamenti;
  • non servono anestesia e procedure pre e post trattamento;
  • è semplice e veloce: è possibile tornare, fin da subito, alle normali attività quotidiane;
  • è efficace e sicuro.

Altro aspetto sorprendente (almeno per me): le mucose, sottoposte a trattamento laser, funzionano esattamente come la pelle del viso (articolo I trattamenti laser). Il meccanismo d’azione è identico a quello che si innesca con l’utilizzo di alcuni laser medico-estetici. Anche la finalità è la stessa: rendere la mucosa (o la pelle) più tonica e turgida, stimolandola ad aumentare la produzione di collagene.

Certo che siamo davvero fortunate a vivere in un’epoca in cui la ricerca fa continui passi avanti. Pensate che vita d’inferno facevano le donne un tempo! Per forza che, una volta entrate in menopausa, diventavano improvvisamente vecchie (dentro e fuori!),  tristi e arrabbiate.
Per quanto mi riguarda ho già deciso. Sono certa che, se si presenterà la necessità, mi sottoporrò sicuramente al trattamento. Come avevo già detto proprio nell’articolo dedicato alla menopausa (LA MENOPAUSA: COSA E’ E COME AFFRONTARLA. RISPONDE L’ESPERTO), voglio vivere bene e “invecchiare” ancor meglio.

BOTOX: PUO’ UN INTEGRATORE PROLUNGARNE LA DURATA E AUMENTARNE L’EFFICACIA?

Da quando ho iniziato a scrivere e condividere con voi le mie esperienze devo tenermi ancora più aggiornata di quanto già non facessi prima. Oltre a girovagare continuamente sul web sui vari siti, blog e forum che parlano degli argomenti che mi appassionano, sono anche iscritta alla newsletter di varie riviste nel settore della medicina estetica dermatologia e chirurgia plastica, e proprio l’altro giorno ho letto un’articolo su un prodotto che ho trovato molto interessante.

Si chiama Zytaze e sembrerebbe essere efficace nell’aumentare e prolungare la durata del trattamento a base di tossina botulinica (Botox).

Per l’appunto proprio nei giorni precedenti, una mia amica che si sottopone regolarmente a trattamenti con il botox, lamentava il fatto che il trattamento durasse un po’  poco, nonostante la dottoressa a cui si rivolge la trattasse con la concentrazione massima consentita. Neppure a farlo apposta qualche giorno dopo, spunta un articolo, pubblicato su Dermatology Times il 29 Novembre 2016, in cui viene intervistato il dottor Karol A. Gutowski, M.D., FACS, chirurgo plastico di Chicago, a cui viene chiesto di mettere a confronto le varie marche di botulino presenti sul mercato (americano). In Italia ricordo che le marche utilizzabili sono Vistabex dell’Allergan (Botox in USA) Bocouture della Merz, Azzalure della Galderma, Dysport della Ipsen (vedi articolo La Tossina Botulinica (Botox)).

Nell’intervista il medico sostiene che non esistono differenze sostanziali tra le varie marche. I prodotti sembrano essere molto più simili che diversi, non sono interscambiabili, ma quasi. Il Dysport è l’unico i cui effetti si vedono più velocemente, da uno a tre giorni, ma è un aspetto che risulta essere poco interessante nella scelta del prodotto.

Neppure la loro durata, che poi è l’aspetto che interessa di più il paziente, sembra differire. La ricerca lo supporta: non vi è evidenza che dimostri una durata maggiore dell’effetto di un prodotto rispetto all’altro.

Il dottor Gutowski ha però notato che l’effetto delle neurotossine svanisce in meno di tre mesi nella maggior parte dei pazienti.

Ed è qui che arriva “il bello” dell’intervista. Il dottore sostiene che “un’opzione per risolvere questo problema e prolungare l’effetto del trattamento a base di Botox, sarebbe quella di assumere un supplemento di zinco associato all’enzima fitasi, prima della sua infiltrazione”.
Continua dicendo che “secondo uno studio randomizzato, condotto su un gruppo di pazienti in cui una parte assumeva placebo e un’altra non sapeva che farmaco stesse prendendo, è `risultato che l’effetto del trattamento è durato in media circa il 30% in più nel 92 % dei pazienti che hanno assunto un supplemento di zinco e fitasi. Lo zinco associato alla fitasi, conosciuto come Zytaze, sembra procurare un supporto nutritivo che può aumentare l’efficacia del botulino”.
Questa notizia “bomba” non poteva passare inosservata. Sono andata per cui a leggermi tutto ciò che fosse inerente a questo prodotto e allo studio che era stato effettuato.

Vi racconto.

Sappiamo che la tossina botulinica  viene utilizzata per inibire le contrazioni muscolari oltre che in campo medico estetico, anche per correggere gli spasmi neurologici (i cosiddetti tic nervosi),  le distonie muscolari come i torcicolli permanenti, lo strabismo, per problemi legati alla eccessiva sudorazione (iperidrosi) e ultimamente anche per combattere l’emicrania.

Secondo tale studio sembra che il botox, per esser più efficace e più duraturo, necessiti di un’integrazione di zinco (ogni molecola della tossina dovrebbe essere associata ad una molecola di zinco). Senza zinco le tossine sembrano avere un effetto ridotto .

La tossina botulinica è prodotta in laboratorio, raccolta, purificata e infine processata in una polvere fine e secca. Sorprendentemente se lo zinco venisse aggiunto direttamente alla tossina in laboratorio il suo effetto risulterebbe depotenziato. Secondo tale studio, per essere efficace, la tossina, dovrebbe legarsi allo zinco nel tessuto umano successivamente alla sua infiltrazione. Tanto è vero che se un soggetto ha una quantità inadeguata di zinco nei tessuti, il trattamento a base di botulino sembrerebbe essere significativamente meno efficace.

Ma vediamo innanzitutto di capire cosa è lo zinco e come si può ottenere un aumento di tale minerale nell’organismo.

COSA E’ LO ZINCO

 Lo zinco è un oligoelemento che si trova naturalmente in numerosi alimenti, sia di origine animale sia di origine vegetale: nel pesce e nella carne, nei cereali (germe di grano e avena), nei legumi, nella frutta secca e nei semi (zucca, sesamo e girasole). Lo zinco è contenuto in buone quantità nella carne (ovina, suina, bovina), nelle noci, nel cacao, nelle ostriche, nel rosso dell’uovo e nei funghi. E’un antiossidante necessario per il corretto funzionamento dell’organismo, in particolare per la salute del sistema immunitario e per favorire l’equilibrio psico-fisico.

I FITATI E LO ZINCO

Aumentare e monitorare i livelli di zinco nell’organismo solo attraverso la dieta può risultare molto difficile. Il problema dell’assorbimento di zinco è in gran parte dovuto al fatto che molti cibi, come i cereali, i legumi e quelli ricchi di fibre, pur contenendo alte percentuali di zinco, contengono anche i fitati. Si tratta di un gruppo di composti contenenti fosfato, che, secondo uno studio pubblicato sul The Journal of Nutrition, ostacola l’assorbimento dello zinco. I fitati, come le fibre alimentari, non vengono digerite dal corpo, si “legano” saldamente allo zinco nel tratto intestinale e ne causano una facile espulsione dall’organismo, inibendo l’assorbimento di diversi minerali, in particolare lo zinco (anche il ferro e il magnesio).

Un aumento dei livelli di zinco si potrebbe ottenere privilegiando gli alimenti di origine animale, nei quali lo zinco risulta essere maggiormente biodisponibile, il che significa che il corpo può assorbirlo e utilizzarlo più facilmente. Si tratta però di alimenti che, se consumati in quantità eccessiva, potrebbero risultare dannosi per l’organismo.

Un’alternativa potrebbe essere quella di utilizzare degli integratori a base di zinco. Ma non tutte le forme di zinco sono egualmente assorbibili, alcune  possono esserlo meglio di altre. Assumere una forma di zinco poco assorbibile è inutile o addirittura può essere peggio che non assumere zinco per niente.

IL PRESUPPOSTO DELLO STUDIO

Vista la difficoltà di incrementare i livelli di zinco nell’organismo, i ricercatori, nel loro studio, hanno avuto l’intuizione di associare allo zinco la fitasi, un enzima che degrada efficacemente i fitati che, come abbiamo visto, inibiscono l’assorbimento dello zinco, in modo tale da renderlo disponibile.

I ricercatori puntavano a dimostrare se, attraverso l’assunzione per via orale di una compressa contenente oltre allo zinco anche la fitasi, fosse possibile massimizzare l’assorbimento di zinco, in modo da incrementare l’efficacia del botox.

COME E’ STATO CONDOTTO LO STUDIO

Si è trattato di uno studio in doppio cieco (un esperimento dove ne’ paziente ne’ medico, conoscono le caratteristiche del farmaco somministrato, con lo scopo di garantire il maggior livello di neutralità possibile, di ridurre al minimo gli errori, e minimizzare il rischio di influenzare il risultato della ricerca), con placebo come controllo, condotto dai ricercatori del Baylor College of Medicine, MD Anderson Cancer Center, Methodist Hospital and Weill Cornell University, USA.

Gli studiosi hanno reclutato 98 persone che sono state regolarmente trattate con una delle tre marche di tossina botulinica, approvate sul mercato americano: Botox (tossina A, Vistabex in Italia), Mylobloc (tossina B, Neurobloc in Europa), e Dysport (tossina A) per il trattamento di :

  • rughe facciali,
  • blefarospasmo essenziale benigno (movimento involontario delle palpebre),
  • spasmi emifacciali (spasmi muscolari in un lato del viso).

I partecipanti venivano scelti tra coloro i quali avevano utilizzato per gli ultimi tre trattamenti una tossina botulinica della stessa marca.
I pazienti dovevano assumere uno di questi tre integratori dietetici:

  • 50 mg di zinco citrato in combinazione con 3000U di fitasi (successivamente commercializzato con il nome di Zytaze);
  • 10 mg di zinco gluconato (una forma standard di supplemento di zinco che si trova nelle erboristerie);
  • placebo.

L’esperimento prevedeva che:

  • gli integratori fossero somministrati casualmente (studio randomizzato);
  • i pazienti assumessero uno degli integratori previsti per 4 giorni, prima del trattamento con il botulino ed il giorno stesso;
  • dopo il trattamento i pazienti dovevano tenere un diario in cui ne trascrivevano la durata e gli effetti.

I benefici riscontrati con i pazienti appartenenti al gruppo a cui veniva somministrato zinco associato all’enzima fitasi erano così notevoli, che alcuni pazienti si rifiutavano di cambiare gruppo al trattamento successivo.

I RISULTATI DELLO STUDIO

I ricercatori hanno scoperto che i 77 partecipanti che avevano ricevuto lo zinco e la  fitasi (gli altri avevano ricevuto il placebo e/o zinco 10mg), mostravano un effetto maggiore e una durata più lunga del trattamento con il botulino. Nello specifico i partecipanti riscontravano:

  •  una maggiore efficacia nell’84% dei casi;
  •  un aumento del 23,6%  della durata, nel 92% dei casi.

Nessun cambiamento significativo di efficacia o durata veniva riscontrato dopo che il paziente aveva ricevuto lo zinco da solo o il placebo.

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Confronto tra la durata del trattamento con botulino in un paziente che assume placebo e un paziente che assume un’integrazione con  50 mg. di zinco citrato e 3000 U di fitasi (Zytaze).

LE CONCLUSIONI DELLA RICERCA

I ricercatori hanno concluso: “Questo studio suggerisce che l’integrazione con zinco e phytase sembrerebbe avere un ruolo significativo nell’aumentare la durata e l’efficacia del trattamento a base di botulino per quanto riguarda il trattamento delle rughe, nelle forme di blefarospasmo essenziale benigno e nelle problematiche legate a spasmi emifacciali. Potenzialmente dovrebbe ridursi:

  • il numero di trattamenti da effettuare ogni anno;
  • la dose di tossina da utilizzare per ogni singolo trattamento.

Inoltre sembra possibile che i pazienti che venivano considerati poco responsivi al trattamento con il botulino, possano beneficiare ed ottenere buoni risultati dall’integrazione con zinco e fitasi.”

Fonti: Effect of dietary zinc and phytase supplementation on botulinum toxin treatments. Journal of Drugs Dermatology 2012 Apr 1; 11(4):*Koshy JC, Sharabi SE, Feldman EM, Hollier LH, Patrinely JR, Soparkar CNS.

Date le conclusioni dello studio i ricercatori sono giunti alla realizzazione di una compressa, commercializzata con il nome di Zytaze, che sembrerebbe procurare supporto nutrizionale per aumentare l’efficacia e la durata delle infiltrazione a base di botulino. L’acquisto è possibile attraverso il sito http://www.zytazeonline.co.uk, dove vengono fornite tutte le informazioni relative al prodotto che di seguito riporto.

COSA CONTIENE ZYTAZE

Gli ingredienti di ogni singola capsula Zytaze sono:

  • zinco sotto forma di zinco citrato 25 mg
  • enzima fitasi 500 mg.
  • altri ingredienti: silicone dioxide, magnesio stereato, cellulosa microcristallina.

QUANDO E COME ASSUMERE ZYTAZE

L’assunzione di Zytase deve avvenire quattro giorni prima del trattamento incluso il giorno stesso (totale 5 giorni). Le capsule da assumere sono due al giorno. Ogni confezione contiene infatti 10 capsule. L’assunzione può avvenire durante i pasti, ma non contemporaneamente ad altri farmaci e o supplementi (meglio aspettare due ore almeno)

ASSUMENDO UNA MAGGIORE QUANTITA’ DI ZYTAZE AUMENTA L’EFFICACIA DEL TRATTAMENTO?

Non è detto. Troppo zinco nell’organismo può causare disturbi gastrointestinali tipo nausea, diarrea, vomito come pure vertigini, disfunzioni renali, anemia e un’abbassamento delle difese immunitarie. Poco zinco può diminuire l’efficacia del botulino, ma anche una sua quantità eccessiva. Anche una quantità eccessiva di fitasi può causare troppo assorbimento di zinco, con gli effetti collaterali prima illustrati.

PERCHE’ E’ IMPORTANTE PRENDERLO PRIMA DEL TRATTAMENTO 

La tossina botulinica, per essere efficace, richiede la presenza di zinco nell’organismo e le attuali abitudini dietetiche comportano molto spesso un suo deficit.

ZYTAZE PUO’ AUMENTARE L’EFFETTO DEI FILLERS?

Zytaze non aumenta l’effetto dei fillers. Gli ingredienti sono formulati per incrementare l’efficacia del botulino.

EFFETTI COLLATERALI 

Se Zytase viene assunto al dosaggio raccomandato, gli effetti collaterali sono inesistenti. Solo nel caso in cui  il dosaggio giornaliero di zinco superi i 50 mg al giorno, si può riscontrare una diminuita funzione del sistema immunitario.

 CONTROINDICAZIONI

Zytaze è sconsigliato ai soggetti che hanno una sensibilità accertata`a qualsiasi componente di questa preparazione. Lo zinco può` diminuire l’assorbimento di tetracicline e di ciprofloxacine. Si consiglia l’assunzione di Zytase almeno due ore prima o dopo l’assunzione di questi antibiotici. L’uso dei seguenti farmaci aumenta la perdita di zinco dal corpo o interferisce con il suo assorbimento: aspirina, azidothimidine, zidovudine; captopril; enalapril; contraccettivi orali contenenti estrogeno; penicilline; alcuni tipi di diuretici  Non si conosce nessuna controindicazione per la fitasi. Supplementi di zinco possono causare una leggera nausea in soggetti sensibili se presi a stomaco vuoto.

COSTI

Circa 32 euro a confezione con spedizione gratuita.

CRITICA

Un articolo, pubblicato su Journal of Cosmetic Laser Therapy, 2014 October: “Scientific Skepticism and new discoveries: an analysis of a report of zinc/phytase supplementation and the efficacy of botulinum toxins in treating cosmetic facial rhytides, hemifacial spasm an benign essential blepharospasm”, mette in dubbio i risultati della ricerca. Gli autori hanno l’obiettivo di esaminare lo studio appena descritto per escludere possibile errori metodologici o evidenziare potenziali fonti di parzialità.

Gli autori della critica hanno valutato i risultati pubblicati comparandoli alla letteratura scientifica corrente riguardo:

  • alla deficienza di zinco nella popolazione,
  • al ruolo della fitasi,
  • ai precedenti studi relativi all’effetto che lo zinco avrebbe sul principio attivo della tossina botulinica.

RISULTATI

Gli autori dell’articolo evidenziano molteplici inesattezze nello studio, che sembrano smentire le conclusioni a cui i ricercatori erano giunti.

  • Manca una evidenza diretta di una deficienza di zinco nei soggetti partecipanti allo studio,
  • Non si capisce quale sia il livello di fitasi necessario, tale da permettere  un maggiore assorbimento dello zinco,
  • C’è ambiguità riguardo l’effettiva dose di zinco usata. Non è chiaro se gli effetti riscontrati siano dovuti alla dose di zinco, al tipo di zinco usato (zinco citrato), alla presenza di fitasi o ad una combinazione di questi effetti.
  • Sembra che vi sia un potenziale conflitto di interesse finanziario nell’esecuzione dello studio che può aver condizionato i risultati riportati.

Gli autori dell’articolo concludono affermando che i dati presentati sembrano essere inadeguati per poter affermare che i ricercatori abbiano realizzato una “nuova scoperta”.

Sulla base di questa valutazione appare chiaro un alto livello di scetticismo clinico e scientifico riguardo l’affermazione che un supplemento di zinco e di fitasi possa incidere sull’efficacia e/o sulla durata di qualsiasi tossina botulinica nel trattamento delle patologie descritte.

LE MIE CONCLUSIONI

Dopo aver letto la critica ho pensato “Accidenti mi era sembrato un prodotto così straordinario….uno studio così ben fatto!”. Ragionandoci su, mi sono chiesta: chi avrà ragione? Siamo tutti sufficientemente “grandi” per sapere che esistono gruppi di persone, ricercatori inclusi, talvolta spinti da interessi di vario genere a formulare determinate teorie. Riflettete anche voi. Perchè essere favorevoli alla commercializzazione di un prodotto che consentirebbe ai pazienti di ricorrere con minore frequenza al botox e porterebbe inevitabilmente i medici a ridurre i loro guadagni? Sono quindi arrivata alla conclusione che l’unico modo per capire dove stesse davvero la “verità”, fosse semplicemente provare il prodotto. In fin dei conti si tratta di un integratore a base di zinco. Che danni potrà mai procurare? Al limite non avrà nessun effetto! E quindi….Guardate qua.

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L’ho acquistato non solo per me, ma anche per la dottoressa alla quale abitualmente mi rivolgo per il botox. Il suo parere sarà sicuramente più autorevole del mio. Lei ha già provato Zytaze. Io lo utilizzerò non appena effettuerò il prossimo trattamento (tra due mesi circa). Abbiate fiducia amiche mie, manca poco. Scopriremo insieme i risultati del mio mini esperimento. E chi volesse provare il prodotto e dirmi poi com’è andata, sarà il benvenuto.

P.S. Per questo articolo un ringraziamento particolare a Francesca, americana d’adozione (vive negli USA da più di 30 anni), che ha tradotto tutto quello che sono riuscita a scovare a proposito di quest’argomento, trattato solo ed esclusivamente in inglese.

IL MICROBOTOX

Vi avevo promesso, in un precedente articolo, che vi avrei raccontato di un trattamento molto innovativo. Si chiama  Microbotox e non appena la dottoressa Lavagno, chirurgo plastico di Milano www.lialavagono.com me ne ha parlato, mi sono fatta raccontare nel dettaglio di cosa si trattasse, mi sono documentata e …. eccomi  qui a riferirvi le informazioni raccolte e le mie impressioni sul trattamento.

COSA E’ IL MICROBOTOX

È un trattamento ideato da Woffles Wu, chirurgo plastico  di Singapore, in cui la tossina botulinica, viene utilizzata in quantità minime, quasi omeopatiche. La sostanza è la stessa utilizzata nel trattamento classico, a cambiare è la sua diluizione, molto maggiore rispetto a quella  consueta.

COME AVVIENE IL TRATTAMENTO

Una volta “disegnata” e disinfettata l’area da trattare la tossina botulinica, viene iniettata in piccolissime quantità con un ago corto e sottile (32 G), molto superficialmente. È la stessa tecnica di cui vi ho già raccontato negli articoli La Biorivitalizzazione con Skin R e LA BIOSTIMOLAZIONE CON SKIN COLIN e illustrata nel video sotto pubblicato. Si tratta di tante punturine, distanziate circa un centimetro l’una dall’altra, effettuate  in modo da coprire tutta l’area interessata al trattamento, come a formare un “tappetino”. I ponfi rimangono evidenti per circa una mezz’ora, dopo di che la sostanza si distribuisce uniformemente nel derma superficiale, esercitando i suoi effetti.

Generalmente il trattamento ha una una durata di circa 20 minuti.

I risultati , visibili dopo una sola seduta, si cominciano a notare dopo circa 3/5 giorni (definitivi dopo 15 giorni circa) e durano circa 3/4 mesi trascorsi i quali il microbotox può essere ripetuto. 

Non necessita di alcuna forma di anestesia essendo completamente indolore.

Dopo il trattamento si può tranquillamente tornare alle proprie attività quotidiane.

L’unica precauzione da osservare, che poi è la stessa richiesta nel trattamento a base di tossina botulinica   “classico”, è quella di non sfregare l’area trattata per le successive 24 ore.

Il trattamento non presenta nessun effetto collaterale di rilievo.  E’ possibile la comparsa di qualche piccolo ematoma peraltro molto raro (l’infiltrazione del prodotto avviene molto superficialmente) e una sensazione di tensione nell’area trattata.

Le controindicazioni sono le stesse previste per il trattamento tradizionale: devono essere esclusi:

  • i soggetti con ipersensibilità accertata alla tossina botulinica, al latte (per conservare la tossina viene impiegata l’albumina), alla soia;
  • le donne in gravidanza;
  • le donne in fase di allattamento.

Il trattamento inoltre non presenta interazioni con altri trattamenti estetici come ad esempio peeling chimici, laser, luce pulsata o filler.

LE DIFFERENZE TRA IL TRATTAMENTO “CLASSICO” E IL MICROBOTOX

Le differenze possono essere così riassunte:

  • la diluizione della tossina botulinica, effettuata con acqua fisiologica, maggiore nel Microbotox;
  • la metodica iniettiva, molto più superficiale nel Microbotox rispetto a quella tradizionale.

Il Microbotox non esclude l’uso tradizionale della tossina botulinica.  La nuova tecnica infatti non può essere considerata  la soluzione ideale per ogni genere di inestetismo o per tutte le zone del viso. Proprio per questo spesso i due trattamenti classico e non,  possono essere  combinati,  anche insieme con i fillers, per ottenere un risultato ottimale, meglio non in contemporanea nella stessa seduta, a meno che non si trattino aree del viso diverse.

PERCHE’ IL MICROBOTOX?

La tossina botulinica (vedi articolo La Tossina Botulinica (Botox)) fino ad oggi è stata utilizzata in campo medico estetico esclusivamente per inibire la motilità dei muscoli e ridurre le rughe di espressione. Con  il Microbotox la sostanza, sia a causa della sua maggiore  diluizione sia per la modalità iniettiva utilizzata, agisce non a livello  muscolare, ma molto più superficialmente a livello dermico, provocando un’energica stimolazione dei fibroblasti, cellule responsabili della sintesi di collagene ed elastina, rendendo la pelle  più elastica più compatta e più distesa. Lo scopo non è bloccare il muscolo, ma intervenire sulle fibre superficiali che sono responsabili delle rughe . Il Microbotox viene utilizzato per: 

  • ridurre la micro rugosità della cute;
  • ridefinire la linea mandibolare e quindi l’ovale;
  • ridurre le rughe del collo sia quelle verticali che quelle orizzontali. In questa zona infatti la pelle è molto sottile e utilizzando il microbotox si va a trattare, non il platisma, che è un muscolo profondo inattivato attraverso  il trattamento tradizionale, ma la muscolatura superficiale;
  • regolare la secrezione di sebo con conseguente riduzione dell’acne e dei pori dilatati;
  • migliorare la rosacea;
  • migliorare la qualità della pelle in generale in tutte le zone in cui  viene effettuato il trattamento rendendo  la pelle più luminosa e riducendone l’ opacità. In questo caso ha gli stessi effetti di un biorivitalizzante.

È  una metodica molto interessante, attraverso cui si riescono ad ottenere brillanti  risultati soprattutto per il  collo e la zona mandibolare , aree molto difficili da migliorare. Infatti, utilizzando i fillers si rischia di  “gonfiare” troppo e appesantire la parte, mentre con il trattamento tradizionale  si tratta solo la muscolatura  profonda. Con il Microbotox si ottengono invece risultati molto naturali  evitando eccessi. 

I principali vantaggi del microbotox sono così riassumibili

  • semplicità,
  • rischio nullo,
  • nessun trauma ai tessuti,
  • rara formazione di lividi,
  • assenza di dolore,
  • assenza di gonfiore,
  • riduzione uniforme della rugosità,
  • recupero immediato.

QUALI ZONE POSSONO ESSERE TRATTATE CON IL MICROBOTOX

Il Microbotox può essere effettuato

  • sul  collo,
  • sulle guance,
  • nella zona perioculare,
  • nella zona mandibolare,
  • sul décolleté.

COSTI

Il trattamento ha un costo di 300/400 euro circa per zona trattata.

LA MIA ESPERIENZA CON IL MICROBOTOX

E secondo voi avrei mai potuto non provare un trattamento così promettente? Mi sono precipitata, anche perché  non vedevo l’ora di condividere con voi amiche mie, questa novità assoluta.  Come potete osservare dal video ho effettuato il trattamento nella zona del collo e lungo la mandibola.

Ma veniamo al dunque. Cosa ho potuto  osservare su me stessa:

  • pelle ridensificata e distesa;
  • linea mandibolare leggermente ridefinita;
  • riduzione della microrugosità del collo.

Non posso invece  riferirvi  niente  a proposito:

  • degli effetti sulla luminosità della pelle. Infatti nella stessa seduta ho effettuato, prima del Microbotox, un peeling (tri Step Obagi) di cui parlerò in un prossimo articolo che, tra i vari  effetti positivi, ha avuto proprio quello di migliorare moltissimo e da subito la luminosità della pelle, risultato quindi non imputabile direttamente al Microbotox;
  • della capacità che avrebbe il Microbotox di regolare la produzione di sebo avendo io una pelle sottile e secca (per questo sono più soggetta alla formazione di rughe!!!!).

Oltre a questi aspetti positivi, che potete  notare chiaramente dalle foto sotto pubblicate, i vantaggi che presenta il trattamento sono:

  • assenza totale di dolore,
  • velocità di esecuzione,
  • nessun effetto collaterale (neppure un minimo lividino).

 

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Il mio collo prima del Microbotox
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Il mio collo dopo il Microbotox
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Il mio collo e la linea mandibolare prima del Microbotox
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Il mio collo e la linea mandibolare dopo il Microbotox

Sono rimasta talmente soddisfatta che ho deciso utilizzare il Microbotox  anche nella zona perioculare dove, nei quindici giorni precedenti, avevo già effettuato il trattamento tradizionale (come vi ho detto un trattamento non esclude l’altro), ma dove era rimasta una microrugosità eccessiva. Ebbene risultato eccellente anche in quella zona. Appena trascorsi i tre mesi lo ripeterò sicuramente.

Non voglio creare false illusioni nè false aspettative. Quindi vorrei nuovamente precisare che cosa intendo con l’espressione “trattamento eccellente” (ogni tanto vale la pena ricordarlo). Mi riferisco al fatto che al trattamento  consegue un miglioramento visibile e che, come in questo caso, il trattamento  mantiene le promesse.  È efficace, ma dobbiamo sempre partire dal principio che é pur sempre un trattamento medico estetico da cui  non possiamo nè dobbiamo aspettarci il miracolo.

Non dobbiamo illuderci che tutte le rughe possano sparire e di poter (ri)ottenere un viso ed un collo lisci e liftati come a vent’anni. Se fossimo indotte a credere ad una tale “favola” ogni trattamento risulterà deludente perché non corrisponderà mai alle nostre aspettative. Il miracolo, ricordate sempre, almeno in questo campo, non esiste. E chi cercasse di convincervi del contrario è un venditore di fumo. Rifuggite.

E amiche mie carissime vi lascio (per ora) con un grazie. Grazie per avere in questo anno condiviso con me questa mia passione, che mi ha guidato in questa splendida avventura che tante soddisfazioni mi sta dando. Un grazie speciale alle mie amiche d’infanzia, “ritrovate” per merito di Faceboost: Letizia, senza la quale questo blog non esisterebbe, Teresa, dispensatrice di tanti preziosi consigli. E poi Cristiana, Silvia, Federica, Ludovica…..siete tantissime….non ce la faccio a menzionarvi tutte….Grazie per il supporto. Ad ognuna di voi, che vorrei abbracciare una ad una, voglio augurare

UN NATALE SUPER, SUPER, SUPERLATIVO!!!!

TRATTAMENTI QUOTIDIANI PER AVERE LABBRA SEMPRE PERFETTE

Nell’articolo I TRATTAMENTI DI MEDICINA ESTETICA PER LA BELLEZZA DELLE LABBRA ho spiegato i motivi per cui le labbra sono maggiormente sottoposte al processo d’invecchiamento che in questa zona avviene più velocemente. Alcuni di questi fattori possono determinare un’aumentata sensibilità delle labbra, maggiore rispetto al resto del viso, tale da renderle facilmente soggette a secchezza e screpolature, a cui può conseguire un processo di “svuotamento” del tessuto labiale che ne accelera l’invecchiamento.  Li riassumo:

  • la pelle delle labbra è molto più sottile se comparata con la pelle del resto del viso;
  • la mancanza di ghiandole sebacee comporta una minore protezione e una maggiore predisposizione alla disidratazione e all’aggressione di agenti esterni (sole, vento freddo);
  • la presenza di una ridotta quantità di melanina, che protegge la pelle dalla violenza dei raggi ultravioletti porta a maggiori possibilità di iperpigmentazioni e neoplasie cutanee.

Inoltre le labbra, sulla loro superficie, presentano una sottile pellicola oleosa, una naturale arma di difesa contro la perdita d’umidità. Quando questa pelliccola protettiva viene a mancare, le labbra perdono la loro difesa. Subendo così una drastica riduzione della loro componente acquosa, le labbra si seccano e si screpolano.

Le labbra possono rimanere prive di questa “barriera protettiva” a causa di:

  • agenti atmosferici come sole vento freddo, sbalzi di temperatura e ambienti troppo secchi che, favoriscono una rapida evaporazione dell’umidità naturalmente presente in questa zona;
  • abitudini scorrette come quella di passare continuamente la lingua sulle labbra. Gesto inevitabile quando si ha la sensazione di labbra secche, ma da evitare scrupolosamente per non peggiorare la situazione. Infatti la saliva non fa altro che rimuovere lo strato protettivo delle labbra, peggiorando la secchezza e la screpolatura;
  • utilizzo di prodotti troppo aggressivi e di qualità scadente come ad esempio l’uso di certi rossetti che contengono sostanze allergizzanti: le labbra reagiscono, seccandosi o fessurandosi, fino a creare, nei casi più gravi, delle vere e proprie reazioni allergiche;
  • l’assunzione di certi farmaci o alcune patologie che comportano carenze vitaminiche, infezioni batteriche o la disidratazione dell’organismo possono provocare una progressiva secchezza di questa zona.

Il problema è che la secchezza e le screpolature continue, che a volte possono trasformarsi in vere e proprie lacerazioni, oltre ad essere antiestetiche, comportano, se non curate, un veloce assottigliamento delle labbra. In pratica una povera nutrizione del tessuto labiale ne accelera l’invecchiamento.

A queste problematiche bisogna quindi porre tempestivamente rimedio. Vediamo come.

CONSIGLI PER EVITARE LA SECCHEZZA E LE SCREPOLATURE DELLE LABBRA

Iniziamo con alcuni semplici accorgimenti da mettere in atto in presenza di labbra secche e/o screpolate. Da evitare assolutamente sono alcune abitudini come quella di:

  • bagnare continuamente le labbra passandovi sopra la lingua. È un gesto automatico, ma non farà altro che eliminare la pellicola protettiva appena descritta, di cui le nostre labbra sono dotate peggiorando la situazione;
  • strappare le pellicine e di mordicchiare le labbra (questo consiglio è indirizzato alle mie amiche più giovani che, spesso, non resistono a questa tentazione).

Altri suggerimenti che possono prevenire la comparsa di tale disturbo consistono nel:

  • seguire una dieta sana ed equilibrata ricca di frutta e verdura;
  • correggere eventuali carenze vitaminiche, assumendo alcuni integratori a base soprattutto di vitamine del gruppo B);
  • preferire i rossetti cremosi, idratanti e di buona qualità;
  • bere molta acqua (almeno due litri al giorno);
  • smettere di fumare.

TRATTAMENTI QUOTIDIANI PER LABBRA SECCHE E SCREPOLATE

Esistono inoltre dei trattamenti quotidiani sia per prevenire che per curare la comparsa di screpolature e secchezza.

Per prevenire

Utilizzare sempre una crema o uno stick (tipo burro di cacao) per tenere le labbra morbide. È di un’importanza fondamentale per:

 

  • idratare e nutrire la cute affinché si mantenga elastica;
  • fornire principi attivi che proteggono e attivano la produzione di fibre elastiche di sostegno;
  • arginare i danni da radicali liberi e agenti esterni.

Sarebbe preferibile utilizzare un prodotto con protezione solare, soprattutto se non si ha l’abitudine di applicare il rossetto o il gloss. Ne esistono un’infinità in commercio. Sono da preferire quelli che contengono ingredienti vegetali che ripristinano la funzione barriera della pelle delle labbra come:

  • il burro di karité;
  • il burro di cacao;
  • i prodotti a base di oli vegetali come l’olio di avocado, olio di germe di grano, olio di borragine, olio di mandorle dolci, olio di oliva;
  • le cere (es. cera liquida jojoba, cera d’api);
  • prodotti arricchiti con vitamine ed acidi grassi polinsaturi (fonte di omega 6) come l’olio di germe di grano, l’olio estratto dai semi di girasole e dal mais.

In erboristeria e in farmacia si possono acquistare anche prodotti arricchiti di sostanze cicatrizzanti, utili per accelerare la riparazione della pelle secca e screpolata delle labbra: sostanze come iperico, propoli, olio di ricino, aloe e lanolina sono particolarmente adatte per ripristinare in tempi relativamente brevi il film protettivo alterato sulle labbra.

Non so darvi molte indicazioni su questi prodotti perché in realtà uso lo stick con protezione solare solo in montagna e al mare.

Anthelios XL 

Quello che utilizzo è Anthelios XL Stick labbra sensibili di La roche posay con protezione solare 50.

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Avendo tra i suoi ingredienti l’olio di ricino ed il burro di cacao garantisce, oltre ad un’alta protezione, una buona idratazione.

Acquistabile su internet o in farmacia. Prezzo 9,50 euro circa.

Aquaphor

In tutte le altre occasioni, utilizzo una crema che rappresenta un po’ un “jolly” nella mia beauty routine quotidiana.
Si chiama Aquaphor della Eucerin.

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La porto sempre con me e la utilizzo sempre, sia in estate che in inverno, sulle mie labbra :

  • al posto del burro di cacao;
  • sotto il trucco, prima di utilizzare la matita e il gloss. È molto corposa quindi dopo averla applicata tolgo l’eccesso con un fazzolettino di carta e poi passo al trucco;
  • la sera prima di andare a dormire, uscendo un po’ dal loro contorno. La notte, soprattutto in inverno a causa del surriscaldamento degli ambienti, le labbra tendono ad asciugarsi moltissimo. Inoltre alcune persone, soprattutto quelle che assumono una posizione prona durante il sonno, tendono a far fuoriuscire la saliva dalla bocca, favorendo la secchezza e le conseguenti screpolature delle labbra.

Da quando la uso le mie labbra non si screpolano più, né avverto più la sensazione di secchezza.

Si tratta di un utilissimo unguento molto grasso e denso simile alla vaselina che aiuta la pelle a rigenerarsi. Si rivela utilissima in tutti i casi di pelle secca o danneggiata, conferendo alla pelle un immediato sollievo e garantendo un’idratazione di lunga durata. Aquaphor agisce creando una barriera semi-occlusiva sulla pelle, ideale per ristabilire un equilibrio naturale che ne favorisce la rigenerazione.

Questo unguento è non-comedogenico, quindi non ostruisce i pori. Viene consigliato come rigenerante dopo trattamenti estetici o dermatologici come la microdermoabrasione, i peeling chimici o trattamenti con laser. Infatti me ne era stato consigliato l’utilizzo da parte del dottor Tretti, dopo essere stata sottoposta a Laser CO2 ultrapulsato. Da allora non l’ho più abbandonata.

La sua efficacia è dovuta agli ingredienti che sono:

  • paraffina liquida: permette la traspirazione favorendo l’idratazione cutanea;
  • glicerina: conosciuta per le sue note proprietà antisettiche ed igroscopiche, dona alla pelle un’idratazione ottimale;
  • bisabololo dalle proprietà lenitive ed antinfiammatorie, riduce la sensazione di fastidio ed allevia l’irritazione cutane;
  • pantenolo intensifica la sintesi lipidica riducendo il tempo di rigenerazione delle cellule.

Proprio per queste sue caratteristiche rigenerative utilizzo Aquaphor non solo sulle labbra, ma anche:

  • per le screpolature o la secchezza della pelle del viso. Utilizzando le creme al retinolo, mi capita talvolta, soprattutto quando è molto freddo di avere la pelle del viso leggermente secca e desquamata. Per una notte sospendo il retinolo e applico Aquaphor prima di andare a dormire. La mattina dopo la pelle è come rinata, è liscia e morbida e per niente oleosa;
  • per la pelle secca dei gomiti, dei piedi e del dorso delle mani;
  • per ammorbidire le cuticole sia delle mani che dei piedi (ne applico uno strato sottile tutte le sere prima di andare a dormire massaggiando).

Aquaphor può essere utilizzata sia per prevenzione che come curativo. Qualche giorno fa, mentre cucinavo, mi sono ustionata il labbro superiore (ho assaggiato un pezzetto di carne, ma la forchetta era incandescente e….). Ho utilizzato prima Neoviderm contro le scottature (ottima, calma immediatamente il bruciore) e poi, applicando ripetutamente Aquaphor, in due giorni ho risolto.

Unico punto a sfavore è la modalità di applicazione. Non essendo un prodotto specifico per le labbra il tubetto non è dotato di un applicatore quindi…bisogna usare le dita. Per cui può capitare di spremere troppo il tubetto e di far fuoriuscire una quantità eccessiva di prodotto. In questo caso potete spalmare l’eccesso in qualunque altra zona del corpo, io privilegio le mani.
Acquistabile su internet o in farmacia. Prezzo 10 euro circa

Per curare

Lo sappiamo prevenire è meglio che curare, ma delle volte la pigrizia, le troppe cose da fare, la stanchezza o nel mio caso la sbadataggine ci portano a dimenticare qualche passaggio e quindi ci troviamo ad intervenire a danni fatti. Vediamo cosa è possibile fare, una volta che ormai le labbra sono già screpolate, per accelerare il più possibile la loro guarigione.
Oltre ad Aquaphor,  da utilizzare sia come trattamento preventivo che curativo, un altro ottimo prodotto che vi consiglio è:

Cicaplast Levres 

Cicaplast Levres di La roche posay è una crema dalla consistenza molto densa indicata per stimolare il processo di riparazione della delicata epidermide delle labbra. Cicaplast per labbra è un balsamo che grazie alla sua texture riesce a creare una vera e propria barriera in modo da isolare dalle aggressioni esterne e  riparare e lenire immediatamente la pelle.

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Contiene:

  • MP-lipidi, per aiutare a ricostituire la barriera protettiva cutanea,
  • Panthenol 5% per un’azione lenitiva immediata.

Idrata in profondità e soprattutto, ha un’ottima durata. Si applica molto facilmente. Essendo un prodotto specifico per le labbra è in un comodo tubetto molto pratico  dotato di  applicatore.
Acquistabile in farmacia o su internet. Prezzo Circa 6,30 euro.

Miele

Chi ama prodotti completamente naturali può utilizzare il miele, uno dei rimedi più  conosciuti ed utilizzati per prendersi cura delle labbra screpolate. Se sulle labbra sono presenti dei taglietti, il miele aiuterà a rimarginarli e svolgerà un’azione curativa, grazie alle sue preziose proprietà antibatteriche. Basterà applicarlo sulle labbra in piccole quantità (evitando di leccarlo!!!).

Il peeling per le labbra

Una soluzione efficace per prendersi cura delle labbra screpolate e/o secche, è quella di utilizzare prodotti che favoriscono l’esfolazione, altrettanto importanti quanto quelli idratanti, da applicare non più una volta alla settimana. Esistono in commercio prodotti specifici, principalmente a base di acido glicolico. Non li conosco, privilegiando sempre la preparazione di uno scrub “fai da te”, illustrato nel video qui sotto, che aiuta sia a rimuovere le antiestetiche e fastidiose pellicine, sia ad idratare.

Basterà avere a disposizione

  • zucchero di canna: da preferire allo zucchero bianco. Contenendo acido glicolico ha un maggior potere esfoliante;
  • miele: può andare bene qualunque tipo di miele abbiate in casa. L’importante e che non sia eccessivamente liquido;
  • olio: nel video utilizzo del semplice olio di oliva, che ognuno di noi ha in casa. Ottimi sono anche l’olio di mandorle dolci, di argan o di ricino.

Sarà poi sufficiente applicarlo sulle labbra utilizzando le nostre dita e massaggiare delicatamente.

Risciacquare poi con acqua tiepida e applicare una delle creme sopra indicate.

Con questi accorgimenti e trattamenti, vi assicuro, amiche mie, saremo in grado di sfoggiare labbra  sempre perfette.

SlimME (trattamento non chirurgico per le adiposità localizzate): intervista al Dottor Matteo Tretti Clementoni

Molto spesso, l’adiposità localizzata (accumuli di grasso in specifiche zone del corpo), che negli uomini si concentra soprattutto su addome e fianchi, nelle donne più su gambe, fianchi e glutei, è ancora più ostinata da trattare rispetto a quella generalizzata e, spesso, anche i programmi dietetici e l’attività fisica non offrono risultati visibili e soddisfacenti. Ci viene in soccorso non solo la chirurgia con la liposuzione, ma soprattutto la medicina estetica con una serie di trattamenti non invasivi per l’eliminazione di questo inestetismo. I trattamenti non chirurgici per trattare le adiposità localizzate sono molti , ma uno in particolare ha attirato la mia attenzione: si chiama SlimMe é appena uscito e sembra essere molto promettente. Per avere informazioni più dettagliate e precise ho chiesto di nuovo l’aiuto del dottor Matteo Tretti Clementoni http://www.laserplast.org, chirurgo plastico di Milano, e sono andata ad intervistarlo.
Mi sono rivolta a lui perché, come ho già spiegato nell’articolo Ultherapy (lifting non chirurgico): intervista al dottor Matteo Tretti Clementoni, oltre ad apprezzare le sue capacità professionali e la sua serietà come sua paziente, è proprio lui che ha condotto lo studio sperimentale su questa metodica.

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Il dottor Tretti con il “suo” SlimME

Che cosa è SlimMe e come funziona?

Prima di entrare nel merito, è d’obbligo una premessa.
La domanda di trattamenti chirurgici per la riduzione del grasso corporeo (liposuzione) è in costante ascesa (ed in doppia cifra). Se invece facciamo riferimento ai trattamenti non chirurgici, attualmente in Europa, ed in Italia in modo particolare, non sono altrettanto conosciuti e non hanno avuto la diffusione che invece io ritengo potrebbero avere. Contrariamente a quanto avviene ad esempio negli Stati Uniti, dove sono estremamente popolari e dove addirittura esistono studi medici che “vivono” solo effettuando questo tipo di trattamenti. In Italia tutti sappiamo benissimo cosa è una liposuzione, ma pochi sanno che esistono forme alternative di riduzione del grasso corporeo non invasive, che permettono di ottenere, non gli stessi risultati di una liposuzione, ma comunque un deciso miglioramento senza la necessità di passare attraverso la chirurgia. Inoltre il livello di soddisfazione dei pazienti che si sono sottoposti a trattamenti non chirurgici è estremamente elevato. Ed è proprio il livello di soddisfazione del paziente che, negli USA, comporta un costante incremento della domanda di tali metodiche. Quindi trovo di un’importanza fondamentale che i pazienti siano correttamente informati sull’esistenza di questi trattamenti.
Sono sette le famiglie di strumenti non chirurgici che possono essere utilizzati per la riduzione del grasso corporeo:

-la criolipolisi. Si tratta della metodica più conosciuta. Consiste nel portare il grasso (non la pelle) ad una temperatura così bassa (-7°) da indurre la morte delle cellule adipose. Si tratta però di una tecnica molto costosa;

-la radiofrequenza che settata in un certo modo va a riscaldare il tessuto sottocutaneo e quindi determina morte degli adipociti o fuoriuscita dei trigliceridi dalle cellule adipose con conseguente riduzione del volume del grasso. Attualmente sto testando una nuova apparecchiatura, sempre appartenente alla categoria delle radiofrequenze, che agisce solo attraverso il semplice avvicinamento dell’ emetittore al paziente senza contatto diretto con la pelle e che dovrebbe consentire la riduzione delle adiposità localizzate;

-LLLT e LPG, molto efficaci per ridurre la ritenzione idrica, ma molto poco per eliminare gli accumuli di grasso;

-la famiglia degli ultrasuoni da suddividere in:

  • focalizzati, che vanno a colpire il grasso e determinano quindi morte delle delle cellule adipose;
  • uniformi, su cui si basa SlimMe, anch’essi in grado di determinare morte delle cellule adipose in grado di colpire il grasso in profondità.

SlimMe è una metodica che combina due tecnologie: ultrasuoni e radiofrequenza:

  • gli ultrasuoni non sono focalizzati in punti molto piccoli, ma riscaldano un volume decisamente maggiore di grasso. Cute e sottocute sono aspirati all’interno di un manipolo esagonale o rettangolare e quindi gli ultrasuoni sono emessi parallelamente alla superficie cutanea. L’emissione alternata dell’energia da parte di diversi emettitori inseriti nel manipolo ed il raffreddamento della superficie interna del manipolo stesso (quella a contatto con la cute), permettono di mantenere una superficie cutanea indenne, mentre solo il grasso sottocutaneo viene riscaldato.
  • la radiofrequenza che aumenta il drenaggio linfatico e ripristina la tensione e la compattezza dei tessuti

E’ molto importante sottolineare che TUTTE queste metodiche, indipendentemente dalla loro maggiore o minore efficacia, presentano un’ottima valutazione dal punto di vista della sicurezza.

La riduzione del grasso provoca lassità?

Per evitare il fenomeno del cosiddetto “sacchetto vuoto”, non si deve eccedere con la riduzione del grasso, in modo tale che il tessuto continui a mantenere la propria elasticità e abbia la possibilità di “riposizionarsi” . Si tratta comunque di un problema che si presenta in qualunque tipo di trattamento finalizzato alla riduzione del grasso, anche nella liposuzione. In alcune zone del corpo tipo l’addome, laddove si ponesse un problema di lassità cutanea da svuotamento si può intervenire con alcune sedute di un particolare tipo di radiofrequenza che, agendo più superficialmente, conferisce contrazione ai tessuti.

In quali zone del corpo può essere effettuato il trattamento?

Le zone di elezione sono:

  • fianchi (maniglie dell’amore negli uomini), che non hanno un grande volume;
  • addome;
  • la regione trocanterica (delle anche, le famose culotte de cheval) nelle donne.

Per quanto riguarda braccia e cosce esprimo qualche dubbio. Queste zone, rispetto alle altre sono maggiormente soggette a rilassamento cutaneo. Per cui il trattamento si può effettuare, ma la quantità di grasso che possiamo eliminare non deve essere eccessiva e comunque tale da non creare il già descritto, antiestetico effetto “sacchetto vuoto”.

Di quanto è possibile ridurre il grasso in termini di cm?

Nello studio che ho condotto il trattamento è stato suddiviso in due sedute di trattamento separate da un intervallo di tempo di 4 settimane. Per la valutazione dell’efficacia sono state prese come riferimento:

  • la circonferenza ombelicale,
  • la circonferenza rilevata 5 cm sopra e sotto il piano ombelicale.

La riduzione media della circonferenza ombelicale è stata di 1,5 cm ad un mese dal trattamento e di circa 3,2 cm a tre mesi dal trattamento. Questi dati mi permettono di definire questa nuova tecnologia realmente promettente.

Quanto tempo e quante sedute sono necessarie per effettuare il trattamento ?

Ogni seduta ha una durata di circa 60/70 minuti. La durata dipende dall’ampiezza dell’area da trattare. Di solito sono necessarie 2 sedute, 3 al massimo, da effettuare una volta al mese.

Si tratta di un trattamento doloroso?

In alcuni momenti si può avvertire un leggero fastidio, dovuto al calore generato dal trattamento ma assolutamente accettabile. Non richiede comunque nessuna forma di anestesia.

Quali sono le conseguenze del trattamento?

A volte possono rimanere delle piccole ecchimosi. Ma in ogni caso è possibile riprendere immediatamente tutte le normali attività quotidiane.

Gli effetti sono immediati?

No gli effetti finali sono visibili dopo 2/3 mesi. Dopo il trattamento con Slim-Me, l’organismo inizia a lavorare. Nel corso dei successivi due/tre mesi, le cellule adipose morte vengono naturalmente eliminate dal corpo.

Quanto durano tali effetti?

Dipende dallo stile di vita di ognuno. È’ chiaro che se una volta effettuato il trattamento un paziente si sentisse autorizzato a riprendere un’alimentazione ricca di grassi e zuccheri senza seguire una dieta equilibrata, vanificherebbe gli effetti del trattamento.

Qual’e la differenza tra altri trattamenti tipo cool sculpting (criolipolisi) e SlimMe?

Pur essendo metodiche che si basano su principi completamente diversi, sono efficaci entrambi, con risultati molto simili tra loro, sia per quanto concerne la riduzione delle circonferenze che per quanto riguarda i tempi in cui tali risultati sono conseguibili. La criolipolisi è più costosa.

Per chi è indicato SlimMe?

E’ indicato per tutti, donne e uomini che, dai 30 anni in su, presentano adiposità localizzate e che hanno un pannicolo adiposo sottocutaneo di uno spessore almeno di 2/3 cm. Lo studio che ho effettuato è stato condotto su 22 pazienti con un Indice di Massa Corporea (IMC) maggiore di 25 ed inferiore a 32. La richiesta della persona magra deve essere rifiutata, ma non è neppure un trattamento che possono effettuare i grandi obesi.

In quale periodo dell’anno è più indicato sottoporsi a Slim me?

Può essere effettuato in qualunque periodo dell’anno anche in estate

E’ un trattamento sicuro? Alcuni medici sostengono che, criolipolisi a parte, “gli altri metodi di rimozione del grasso, sono basati sulla morte necrotica delle cellule che vengono danneggiate con il calore, ultrasuoni ad alta intensita’, iniezioni di sostanze chimiche.
Ognuno di questi approcci presenta problemi tecnici, particolarmente per quanto riguarda la capacita’ di colpire solo il tessuto adiposo e i rischi di danneggiamenti non voluti dei tessuti circostanti o all’interno dello strato di tessuto adiposo. Inoltre anche la prevedibilita’ dei risultati di queste procedure e’ incerta”. Che ne pensa?

Sono d’accordo che se io creo un focolaio di necrosi puntiforme posso creare un problema, cioè necrosi completa dei tessuti. Ma questo con SLIM-ME non accade. La terminazione nervosa è preservata quindi la sensibilità della zona trattata non cambia dopo il trattamento. Qualche microvaso è destinato a morire, ma non tutti, altrimenti si avrebbe effettivamente la necrosi dell’intera zona. La vascolarizzazione è mantenuta. La ricerca scientifica e gli studi effettuati su questa metodica consentono con assoluta certezza di considerare questo trattamento sicuro.

Ci sono controindicazioni a questo tipo di trattamento?

Bisogna escludere i pazienti che presentano nel tessuto adiposo aderenze o lesioni cicatriziali ampie, perché l’energia potrebbe riscaldare anche questi tessuti. Le piccole aree cicatriziali possono essere semplicemente evitate eseguendo il trattamento solo sulle aree circostanti.

È necessaria una preparazione specifica?

No nessuna. Negli uomini si consiglia la depilazione della zona da trattare. Si chiede di abbinare al trattamento una normale attività fisica ed un regime alimentare equilibrato, non ricco di zuccheri e grassi

Quali sono i costi?

Si va dai 300 ai 700 euro circa a seduta, in relazione a quante zone vengono sottoposte al trattamento e alla loro ampiezza.

CHE IDEA MI SONO FATTA SU SlimMe

Mi sembra di poter riassumere così l’intervista.

Si tratta di una metodica molto promettente, efficace, sicura, che da ottimi risultati, con un livello di soddisfazione dei pazienti molto alta, anche se con effetti non paragonabili alla liposuzione e particolarmente indicata per:

  • chi ha accumuli di grasso evidenti e localizzati,
  • chi cerca un trattamento con dolore e fastidio estremamente limitati o nulli,
  • chi desidera un trattamento che non richiede nessuna convalescenza,
  • chi preferisce un processo naturale non basato su farmaci, sostanze chimiche o chirurgia.

Con il trattamento SlimMe non ci sono aghi, non ci sono incisioni, non serve anestesia e non c’è bisogno di alcun ricovero, né di periodi di convalescenza. Per questo motivo SlimMe è la scelta ideale per pazienti che cercano un’efficace alternativa non chirurgica alla liposuzione.
Nonostante il mio giudizio positivo non potrò provare il trattamento non avendo, per mia fortuna, adiposità localizzate. Come direbbe mio marito, questo almeno ce lo siamo risparmiato. Ma a proposito di mio marito credo proprio che lui invece abbia intenzione di sottoporsi a SlimMe. Ha delle antiestetiche maniglie dell’amore che non riesce ad eliminare nonostante dieta e attività fisica intensa. Dimagrisce, ma i due “gonfietti” restano sempre lì al loro posto (si vede che sono affezionati!). Ha letto l’articolo ed è rimasto colpito da questo tipo di trattamento. Rientra tra quelle categorie di persone che non conoscono altro che la liposuzione, a cui non si sottoporrebbe mai. Un po’ per i tempi di recupero, un po’ perché non affronterebbe mai un intervento chirurgico per motivi puramente estetici. Non pensava assolutamente che esistesse qualcosa di così minimamente invasivo ed efficace. Per cui, se mio marito decidesse veramente di sottoporsi al trattamento, avrò anche la possibilità di valutare in prima persona l’efficacia di SlimMe e potrò riferirvi direttamente. Vedremo se il dott. Tretti lo riterrà un paziente “idoneo”. Non resta che aspettare.

YOUTONICS SKIN: IL MIO PARERE

Un paio di mesi fa (articolo YOUTONICS SKIN) vi avevo  raccontato di avere acquistato  YouTonics Skin, un prodotto  a base di collagene marino idrolizzato. Vi avevo lasciato  con la promessa  che, non appena finito il ciclo completo di trattamento, vi avrei raccontato com’era andata e se fosse valsa  la pena l’acquisto del prodotto. Ebbene, eccomi qua a riferirvi.

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La finalità principale di YouTonics Skin è quella di stimolare la produzione di collagene. Con l’avanzare dell’età il nostro organismo ne riduce la produzione e questo porta a una perdita di tonicità e di elasticità della pelle e, come conseguenza, alla formazione delle rughe. Mantenendo livelli sufficientemente alti di collagene, la pelle si mantiene sana e giovane, e non perde la sua elasticità. In questo modo, utilizzando YouTonics Skin il viso riacquista un aspetto fresco e luminoso.

Secondo quanto riportato sul sito della Bauer Nutrition casa produttrice, YouTonics Skin sarebbe in grado di:

  • promuovere la salute della pelle,
  • aiutare a ridurre i segni prematuri dell’invecchiamento della pelle,
  • aiutare a ridurre le linee di espressione e le rughe,
  • idratare la pelle e ridurre la secchezza,
  • migliorare la salute dei capelli, delle unghie, delle gengive e della vista.

COSA HO RISCONTRATO CON L’UTILIZZO DI YOUTONICS SKIN

Ho aspettato un po’ a scrivere questo mio feedback. Volevo avere la certezza di quello che sto per dirvi.  E per fare questo ho dovuto completare il ciclo e aspettare anche un paio di settimane successive per verificare se magari, gli effetti descritti, fossero visibili a distanza di un po’ di tempo.                                                                                                                   Sinceramente non ho riscontrato nessun tipo di miglioramento, neppur minimo:

  • nè   sulla pelle,
  • nè sui capelli,
  • nè sulle unghie.

Inoltre, cosa non da poco, YouTonics Skin ha un sapore sgradevolissimo. Ha una consistenza collosa ed è dolcissimo. Mi ha fatto venire in mente certi antibiotici che prendevo quando ero una bambina. Sinceramente non capisco come si possa produrre un integratore così cattivo. Non hanno degli “assaggiatori”? Forse pensavano che in questo modo il consumatore avrebbe potuto assimilarlo ad un medicinale, e il prodotto sarebbe stato maggiormente credibile? Chissà, mistero!

Vi posso assicurare che ho fatto davvero tanta fatica a terminare il ciclo. Tutte le sere (YouTonics Skin deve essere assunto la sera prima di andare a dormire ) quando arrivava il momento di berlo, pensavo : “Speriamo  almeno che funzioni!”. E controllavo quanti flaconi dovevo ancora consumare!  All’inizio avevo la speranza che il mio sacrificio sarebbe stato ben ripagato da un buon effetto del prodotto. Dopo un pò,  quando mi sono resa conto che i miglioramenti non c’erano, ho avuto più volte la tentazione di buttare tutto, ma poi pensavo “E se i benefici fossero tardivi?” E poi, ormai mi conoscete, non mi piace lasciare le cose a metà. E alla fine, ce l’ho fatta.  Ho terminato il ciclo.

LE MIE OBIEZIONI 

Le recensioni  su YouTonics Skin sottolineano essenzialmente due aspetti a favore di questo prodotto:

  • il prezzo, inferiore agli altri prodotti analoghi;
  • la quantità di collagene marino idrolizzato contenuta nel prodotto (10.000 mg la quantità di collagene più elevata, tra i prodotti analoghi presenti in commercio).

Analizziamoli.

È vero, il prodotto è più economico di Pure Gold Collagen, integratore analogo di cui avevo parlato in un articolo precedente (Pure Gold Collagen). Ma che senso ha acquistarlo se non conferisce nessun beneficio?

YouTonics Skin contiene una dose di collagene  di 10.000 mg elevata, doppia rispetto a Pure Gold Collagen. Nonostante questo il prodotto ha un’efficacia nulla. Sarà vero quello che è riportato sul sito e sul flacone? Oppure è la sua formulazione e la combinazione degli ingredienti  che non funziona? Chissà. Del resto io avevo già notato delle incongruenze che avevo illustrato nell’articolo YOUTONICS SKIN e avevo espresso le mie  perplessità. Che ora sono certezza. Nonostante non sia  rimasta avvelenata, ne sconsiglio vivamente l’acquisto.

Infatti guardate  qua….

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Ho appena acquistato nuovamente Pure Gold Collagen.  Ma solo 4 confezioni. Infatti ho visto che è uscita una nuova formulazione potenziata, Pure Gold Collagen Forte. Non appena finito la versione “classica” voglio assolutamente provarlo. Terminato il ciclo vi farò poi sapere com’è andata.

Una postilla. Al flacone quotidiano di Pure Gold Collagen, continuo ad abbinare l’assunzione di una bustina al giorno di DDM matrice (collagene marino idrolizzato, elastina e Vit. C), di cui vi avevo parlato nell’articolo Qualche consiglio in più per curare la pelle in modo “naturale”.

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Insomma, come si direbbe dalle mie parti, son ritornata ai santi vecchi….

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